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Da almeno due anni avevano provato a far perdere le tracce ritirandosi nell'anonimato. Ma purtroppo, per i signori di Doyen Sports Investments, il loro inabissarsi non è bastato alla magistratura spagnola per desistere dall'intento di far chiarezza sul loro operato. E giusto oggi la Audiencia Nacional ha scatenato l'offensiva ipotizzando una manovra di frode fiscale. È ciò di cui ha dato informazione prima di tutti il sito di El Español .
Stando alle informazioni fornite dalle due testate, l'accusa formulata dal giudice istruttore José de la Mata riguarda l'ipotesi che Doyen Sports Investments non abbia dichiarato al fisco spagnolo i proventi di operazioni realizzate in Spagna relativamente a due tipi di business: compravendita di diritti economici di calciatori e prestiti ai club. E per fare chiarezza su questo fronte, sono stati richiesti chiarimenti e documentazione a una serie di club già noti per via dei pericolosissimi rapporti con Doyen e con altri soggetti dell'economia parallela del calcio globale: Atletico Madrid, Cadice, Elche, Getafe, Granada, Siviglia, Sporting Gijon e Valencia. Oggetti di analoghe richieste sono state anche la Real Federación Española de Fútbol e la Liga de Fútbol Profesional.

Particolare attenzione viene dedicata alla struttura organizzata da Doyen in Spagna e ai soggetti che la gestivano. In prima linea stava l'ex difensore dell'Atletico Madrid, Juanma Lopez. Che dopo la chiusura della carriera agonistica si è riconvertito in intermediario, diventando l'uomo forte di Doyen in Spagna. A dargli collaborazione provvedevano la sua compagna, Rocío del Carmen Sánchez Ortega, e i fratelli Aguilar, Mariano e Miguel. Una struttura consolidata e ben radicata in Spagna, sostiene l'ipotesi investigativa del giudice De la Mata. Quanto basta per mettere in dubbio la versione secondo cui la cabina di regia per le operazioni spagnole del fondo si trovasse nella sua sede legale (Malta), e che perciò Doyen fosse autorizzato a non sottostare ai doveri fiscali in Spagna. E alle spalle di questa struttura agiva il CEO di Doyen Sports Investments Limited, il loquace Nelio Lucas Freire. Che da qualche tempo è sparito dalla circolazione. Ma è difficile pensare si sia fatto definitivamente da parte.

Come si è detto poco sopra, i rapporti fra Doyen e i club si giocavano sui versanti dei diritti economici dei calciatori (TPO) e dei prestiti ai club. Il primo elemento è stato ampiamente dibattuto e investigato, specie da queste colonne di Calciomercato.com. E fra i calciatori dei quali il fondo ha detenuto diritti economici troviamo Radamel Falcao e Geoffrey Kondogbia. Del secondo si è parlato un po' meno, e a renderlo noto hanno provveduto le rivelazioni di Football Leaks. Le notizie pubblicate oggi consentono di mettere in fila nomi e cifre: 2,5 milioni di euro sono stati prestati all'Atletico Madrid e allo Sporting Gijón, 3,65 milioni al Siviglia, 3,5 milioni al Getafe, e mezzo milione all'ex presidente del Siviglia, José María Del Nido.

Ulteriori novità saranno rese note nei giorni a seguire. Per il momento si può soltanto registrare che Doyen Sports Investments esca dall'anonimato cui si era consegnata. E lo fa nel peggiore dei modi.

@pippoevai