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Esclusa dalle ricostruzioni fatte dagli inquirenti l'eccessiva lentezza nell'arrivo dei primi soccorsi - la segretaria personale telefona alle 12.17 ora di Buenos Aires e alle 12.28 l'ambulanza varca i cancelli della villa di Tigre - la morte di Diego Armando Maradona continua ad essere avvolta nel mistero. Ad oggi, si sa soltanto che è avvenuta per un arresto cardiorespiratorio mentre si trovava nella sua camera da letto, ma la Procura locale e in particolare il magistrato Laura Capra sta cercando di ricostruire le ultime ore del campione argentino e fare luce sulle testimonianze rese dalle ultime persone che lo hanno visto in vita.

PARLANO GLI INFERMIERI - Secondo uno degli infermieri che lo assisteva nell'abitazione nella quale Maradona stava trascorrendo il periodo di convalescenza successivo all'operazione al cervello del 3 novembre scorso, prima di concludere il suo turno alle 6.30 del mattino Diego era ancora cosciente. A riferirlo è il quotidiano Clarin, che riporta le frasi inquietanti dell'infermiera che ha svolto il turno successivo e che ha fatto sapere di aver sentito dei rumori provenire dalla stanza verso le 7.30. Senza però andare a controllare e precisando, in un secondo momento, di essere stata poi costretta a scrivere sul referto di aver visitato Maradona di primo mattino.
INDAGINI IN CORSO - Un mistero dunque quello dell'orario del decesso, così come quello delle procedure messe in atto dalle persone che si occupavano negli ultimi giorni della salute del Pibe de Oro. A questo si aggiunge poi la prima richiesta di soccorsi arrivata da Leopoldo Luque, medico personale di Maradona, che non si trovava in quel momento al fianco del suo paziente e che fornisce agli operatori del pronto intervento tutte le informazioni necessarie, senza tuttavia dare le generalità di Diego. Su tutti questi aspetti la Procura di Buenos Aires ha deciso di indagare.