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"Il calcio non ha bisogno solo di bravi ragazzi" aveva detto con il viso più dolce di questo mondo Paolo Maldini pochi minuti prima della vittoria di Cagliari. Il riferimento, nemmeno troppo velato, era diretto a Marione Mandzukic, colpo a sorpresa del cosiddetto mercato di riparazione. E forse anche a Tomori, il ringhioso difensore in arrivo in prestito dal Chelsea. Se sei il primo della classe e nonostante questo fai mercato attivo, vuol dire che fai sul serio. Tra l’altro l’infortunio di Kjaer, a cui si aggiungerà la squalifica di Romagnoli, che era diffidato e non ha saputo evitare il cartellino giallo, chiama subito l’emergenza in difesa per il prossimo match con l’Atalanta.

Anche Di Francesco ha chiesto rinforzi ed è stato accontentato ma non riesce a quadrare il cerchio. A parte il ritorno di Nainggolan che ha anche qualche risvolto sentimentale, è sbarcato in Sardegna Duncan, vecchio allievo ai tempi del Sassuolo, lanciato subito nella mischia, Il Milan ha avuto la fortuna e l’abilità di passare subito in vantaggio. A cinque minuti dal via Lykogiannis ha abboccato ed è caduto nella trappola che gli ha teso quel vecchio marpione di Ibra, una frenata senza che si accendessero gli stop, trucco presente nel  repertorio  di tutti gli attaccanti esperti. Rigore sciocco quanto ineluttabile che lo stesso svedese ha trasformato ordinando al rigorista ufficiale Kessie di farsi da parte

Nel secondo tempo, come se un misterioso regista guidasse gli eventi, è andato in onda il replay: Calabria, che nel primo tempo aveva colpito un palo, ha confezionato l’assist vincente per il colonnello Ibra che non si è fatto pregare e ha infilato Cragno. Il guardalinee Tolfo ha provato a inguaiare l’arbitro Abisso, che di suo ne aveva combinato tante, sbandierando un fuorigioco prontamente smentito dal Var. Davvero una brutta serata per Lykogiannis: era lui a tenere in gioco Ibra al dodicesimo gol in otto partite, un gol ogni 50 minuti, 39 anni di splendida energia.

Saelemaekers ha provato a riaprire la contesa facendosi espellere dopo due falli assurdi nel giro di cinque minuti. Di Francesco, non sapendo più che pesci pigliare, ha liberato l’artiglieria pesante mandando in campo Pavoletti e Cerri. Il disastroso Abisso non fischiava il rigore che Sottil si era forse meritato per un intervento malandrino di Diaz e la storia si fermava alla celebrazione del Milan quasi campione d’inverno, un titolo che non conta niente, ma conta e come.




IL TABELLINO

Cagliari-Milan 0-2 (0-1 primo tempo)
 
Marcatori: 6' p.t rig. & 8' s.t Ibrahimovic (M)

Assist: 8' s.t Calabria (M)

Cagliari (4-3-2-1): Cragno; Lykogiannis, Godin, Ceppitelli, Zappa (35' s.t Pavoletti); Marin, Duncan (24' s.t Oliva), Nainggolan; Pereiro (12' s.t Sottil), Joao Pedro; Simeone (35' s.t Cerri). All. Di Francesco

Milan (4-2-3-1): G.Donnarumma; Dalot, Romagnoli, Kjaer (1' s.t Kalulu), Calabria; Tonali (27' s.t Meité), Kessié; Diaz (38' s.t Conti), Castillejo, Hauge (21' s.t Saelemaekers); Ibrahimovic. All. Pioli

Arbitro: Rosario Abisso di Palermo

Ammoniti: 39' p.t Romagnoli (M), 23' s.t Saelemaekers (M), 43' s.t Ceppitelli (C)

Espulsi: 29' s.t Saelemaekers (M)