L’arrivo di Ranieri sulla panchina della Roma ha prodotto finora una vittoria sofferta (contro l’Empoli) e una sconfitta meritata (contro la Spal). Non proprio un grande avvio. Era difficile del resto immaginare una scossa immediata da parte del nuovo tecnico, nell’intervallo avvilente tra l’amara e ingiusta eliminazione in Champions e la sosta di campionato. Ranieri rappresenta a tutti gli effetti un brusco cambio di filosofia rispetto al calcio di Di Francesco, e lo dice chiaramente il suo programma di lavoro. È il classico ritorno all’ordine: difesa più bassa, terzini più bloccati, meno palleggio in uscita, scarso ricorso al pressing alto, ricerca del lancio lungo.. Insomma, l’antitesi del Di Fra, la sua più o meno dichiarata negazione. Già contro la Spal, tuttavia, ‘il conservatorismo tattico’ di Ranieri apparso sulle prime (ma forse solo per alcuni) rassicurante e allo stesso tempo curativo, si è scontrato con i limiti reali della squadra, limiti che paradossalmente ben poco hanno a che fare con la tattica (e dunque con le responsabilità di Di Francesco).
 
ATTENDERE COMPATTI – I giallorossi sono scesi in campo a Ferrara con un 4-4-2 abbastanza scolastico, una sorta di modulo riabilitativo. Della serie, ricominciamo dal brodino dopo un’intossicazione grave. Era assolutamente vietato pressare la costruzione dei tre dietro della Spal. Una consegna dal sapore vagamente 'populista', considerato il credo del predecessore. 



Perché 'populista'? Perché nei fatti la Roma era altrettanto squilibrata, diversamente squilibrata. Non solo ha subìto il palleggio degli avversari ma ha anche e soprattutto concesso moltissime imbucate in mediana, tra interno e interno e tra interno ed esterno. Provava infatti a controllare le linee di passaggio con due centrocampisti esterni che sono in realtà due esterni d’attacco leggerissimi (Kluivert ed El Shaarawy), pochissimo votati e abituati a questo tipo di atteggiamento. Risultato? Fuori entrambi all’intervallo, uno per Perotti l’altro per Zaniolo.

Sempre a proposito di fase difensiva, si potrebbe aggiungere che sul primo gol della Spal, oltre alle responsabilità di Karsdorp dentro l’area, c’è quella di Dzeko che pigramente ritardando, non accorcia in tempo sul crossatore. Questo ad esempio può essere un effetto collaterale del nuovo atteggiamento richiesto da Ranieri. Ma siamo sicuri che con una squadra così altalenante dal punto di vista dell’attenzione, la difesa posizionale sia il rimedio giusto? Non induce all’indolenza chi è più incline all’indolenza?  
 
INIZIO AZIONE? ALL’INGLESE... – Altra consegna: evitare come la morte l’uscita ragionata del pallone dalla propria metà campo. In particolar modo la rimessa dal fondo: si calcia lungo a cercare le torri Dzeko e Schick (sono alti, vanno usati). Dopodiché tutti a caccia delle “seconde palle”. “Di gol – spiega Ranieri – ne avevano presi troppi da palla in uscita, perciò ho chiesto l’ABC”. Il problema è che questo ABC, nel primo tempo di Ferrara, ha consegnato il pallino del gioco alla Spal, con picchi di possesso preoccupanti.  



TROPPI REGALI.. – Ora, quei “troppi gol presi da palla in uscita” andrebbero considerati uno a uno. Il drastico rimedio adottato da Ranieri non poggia forse su una strumentalizzazione? Prendiamo l’errore di Nzonzi col Frosinone: a cosa è imputabile? Alla filosofia di gioco dell’ex allenatore della Roma? Temo di no.    



MEGLIO SPAZZARE? – Tra l’altro proprio il primo gol della Spal contro la Roma nasce da una spazzata frettolosa, un campanile di Karsdorp mal controllato a metà campo da Dzeko, da cui poi si origina la discesa di Lazzari e il conseguente fallo laterale a favore degli spallini. Allontanare il pallone dalla propria area non è sempre indice di sicurezza. 



TERZINI BLOCCATI – Passiamo ai terzini. Sabato scorso, essendo indisponibili sia Kolarov che Florenzi, il terzino ‘di spinta’ della Roma era Karsdorp, mentre Juan Jesus aveva il compito di neutralizzare Lazzari. In realtà Karsdorp non è mai arrivato sul fondo come eravamo abituati a vedere. Anche quando poteva affondare tranquillamente in sovrapposizione, si è sempre ritirato in sostegno. 



Fa effetto riprendere un’immagine di Roma-Milan e constatare la posizione di entrambi i terzini nel 4-3-3 di Di Francesco, con la mezzala destra Pellegrini che ignora completamente e volutamente la copertura preventiva sotto l’inserimento di Karsdorp. Certo, così ci si scopre parecchio.



Sarà interessante allora vedere quale compromesso raggiungerà Ranieri con Kolarov. Sarebbe infatti un crimine bloccare le discese del serbo. 
 
 
LO ZANIOLO DI RANIERI – Nel 4-4-2 pensato dal nuovo tecnico giallorosso, Zaniolo non potrà essere schierato che in due ruoli: o seconda punta, come si è visto contro l’Empoli, dunque in tandem con Schick (o Dzeko) ma in una sorta di 4-4-1-1.
 


Oppure da esterno a piede invertito, sulla fascia destra, con l’attaccante ceco davanti, accanto al bosniaco. Tutto dipenderà ovviamente da Schick, giocatore su cui Ranieri ha detto di voler puntare molto. Se infatti il suo talento dovesse finalmente sbocciare, la Roma assumerebbe più la conformazione di un 4-4-2 classico, con le due punte affiancate. E Zaniolo potrebbe allora andare a prendersi la trequarti accentrandosi dalla fascia. Una situazione verificatasi molto spesso nel secondo tempo di Spal-Roma, e che aveva portato i giallorossi sull’1-1. È probabilmente questa la soluzione più convincente per Ranieri, la più completa. Quella che, visto anche l’ennesimo flop di Kluivert, il tecnico romano tornerà a sperimentare dopo la sosta.