121
La Roma resta agganciata all’ultimo vagone con destinazione Europa nella giornata in cui tutti gli occupanti del treno hanno fatto punti. Fonseca continua la sua lotta contro i mulini a vento: una fonte assolutamente attendibile mi sussurra che il tecnico portoghese concluderà comunque la sua avventura romana, anche in caso di vittoria della Europa League. Mah. Il calcio è bello anche per questo.

Il ricordo dell’incubo vissuto nella partita di andata, quando la Roma segnò cinque gol nel primo tempo, spinge il Bologna a preparare una partita speciale. Mihajlovic organizza un’aggressione in piena regola con un pressing altissimo che investe anche la partenza romanista dal basso. Ne risulta una superiorità schiacciante che deve avere impressionato l’ultimo arrivato, Reynolds. Una creatura della nuova proprietà che desiderava un elemento che richiamasse l’attenzione degli americani, non ancora attratti dal soccer. In Texas però i cowboys sono ancora più rappresentativi dei calciatori. Il debutto di Reynolds è impalpabile al di là di un agghiacciante piattone di destro che potrebbe suscitare facili ironie. Dalla sua parte Barrow fa il comodo suo.

Raramente si è vista una partita così sbilanciata. Il Bologna costruisce almeno sei palle gol. Il povero Mirante, tornato in porta nel segno del massiccio turnover in vista dell’Ayax, se la cava egregiamente ma in qualche caso deve ringraziare i ragazzacci di Sinisa. Che comunque corrono come matti seguendo lo stile Atalanta a uomo per tutto il campo. Una tattica che toglie il respiro agli assediati ma sfianca anche gli aggressori. E così secondo le regole mai scritte del calcio, la beffa è dietro l’angolo: manca un minuto al cosiddetto the caldo quando sulla linea mediana del campo Danilo, che si era da poco divorato il gol del vantaggio, sbaglia il tempo su Borja Mayoral che si trova solo contro nessuno. Il Bologna è tutto nella metà campo della Roma e Skorupski non può fare altro che raccomandasi ai santi protettori dei portieri. Borja lo scavalca con un tocco pregevole e spedisce il pallone regalo nella porta sguarnita. Lascia alla vostra immaginazione la reazione di Mihajlovic.

Il Bologna del secondo tempo è meno brillante di quello del primo. I tre cambi e il rilancio di Orsolini, uno dei misteri gloriosi di questo campionato, non portano miglioramenti della situazione. Mihajlovic ha i nervi scossi e si becca un’ammonizione che gli vieterà la panchina con lo Spezia. Fonseca rilancia Mkhitaryan e concede, udite udite, una dozzina di minuti a Pastore: Sabatini in tribuna sembra commuoversi. Con la Roma non ci si annoia mai.



IL TABELLINO

Roma-Bologna 1-0 (primo tempo 1-0)

Marcatore: 44’ Mayoral
Assist: 44’ Ibanez
Ammoniti: 36′ Pedro, 38′ De Silvestri, 75′ Villar, 81′ Mihajlovic

ROMA (3-4-2-1): Mirante; Mancini, Fazio, Ibanez; Reynolds (76′ Karsdorp), Diawara (67′ Veretout), Villar, Peres; Carles Perez (76′ Pellegrini), Pedro (67′ Mkhitaryan); Mayoral All.: Paulo Fonseca

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; De Silvestri (60′ Antov), Danilo, Soumaoro, Dijks; Schouten (76′ Dominguez), Svanberg (69′ Juwara); Skov Olsen (60′ Orsolini), Soriano, Barrow (60′ Sansone); Palacio. All.: Sinisa Mihajlovic

Arbitro: Guida