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    Mondiale in Qatar, la sfilata dei pusillanimi appoggia l'appello di Infantino: pensate solo al calcio, si fottano i diritti

    Mondiale in Qatar, la sfilata dei pusillanimi appoggia l'appello di Infantino: pensate solo al calcio, si fottano i diritti

    • Pippo Russo
      Pippo Russo
    Nei giorni scorsi la Fifa ha diramato una comunicazione alle federazioni le cui nazionali parteciperanno a Qatar 2022. Il contenuto riflette la visione del mondo del presidente Gianni Infantino e essenzialmente sollecita le federazioni a sensibilizzare giocatori e tecnici affinché non esprimano opinioni politiche nel corso dei mondiali in Qatar. Pensino soltanto al calcio, è l'essenza del messaggio. Una presa di posizione di assoluta pusillanimità, oltreché di complicità verso un regime politico e un sistema organizzativo della manifestazione che passano sopra alle migliaia di morti fra gli operai impegnati nell'edificazione degli stadi mondiali, e ai diritti di libertà personale dei tifosi stranieri che viaggeranno verso l'emirato.

    L'appello della Fifa ha generato l'indignazione generale presso l'opinione pubblica mondiale. Non altrettanto, purtroppo, è avvenuto nel mondo del calcio. Né ci sarebbe stato da attendersi qualcosa di diverso. Il cosiddetto "appello all'unità" (eufemismo confezionato per non parlare di invito al silenzio) è stato immediatamente condiviso e rilanciato dalla Conmebol, la confederazione sudamericana. 
    Nel passaggio finale del comunicato si legge: "È arrivato il momento di mettere da parte controversie e polemiche, e di valorizzare e godere una vera festa ecumenica, attesa con ansia dall'intero pianeta". 
    A ruota è giunto il messaggio di Patrice Motsepe, presidente sudafricano della Confederazione Africana Football (CAF), che pur emettendo un messaggio nettamente più stringato rispetto ai colleghi sudamericani ha sostanzialmente ribadito l'appello alla cosiddetta unità. 

    E poiché il conformismo non è legato alla taglia organizzativa delle istituzioni calcistiche, ecco che è arrivato pure l'appoggio di un'importante federazione nazionale: la CBF brasiliana
    Ancora una volta l'ipocrisia si nutre di parole alate: "La Coppa è un evento magico, sempre storico, che viene ricordato soprattutto per il calcio, per la passione che suscita nei cuori di miliardi di tifosi in tutto il mondo". Quindi la conclusione che suona persino insultante: "Come la Fifa ha sempre premura di ricordare, questo torneo sarà anche un'opportunità affinché i tifosi si ogni parte del mondo si incontrino e convivano in pace e allegria indipendentemente dalle loro origini, dalla religione o dall'orientamento sessuale, uniti dal linguaggio universale del calcio. Per un calcio senza pregiudizi". 

    E magari anche senza bavagli, sarebbe stato il caso di aggiungere. Abbiamo certezza che la lista dei pusillanimi non si fermerà qui.
    E che fino a domenica 20 novembre la sfilata degli ipocriti si ingrosserà. Tutti pronti a rivendicare lo stesso principio: pensate soltanto al calcio, si fottano i diritti.

    @Pippoevai
     

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