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È bastata la vittoria di misura sull’Inghilterra per cancellare mesi di dubbi e attacchi alla Nazionale «dei poveri». Era questo, in soldoni, il giudizio dei circa 60 milioni di ct che popolano la penisola, poco o per nulla convinti dalle potenzialità del gruppo allestito da Prandelli. «Manca Rossi», «manca un alternativa lì davanti», «non c’è qualità», «perché quello e non quell’altro», si diceva prima che gli azzurri, con grande piglio e personalità, si sbarazzassero nel mezzo dell’Amazzonia di Rooney e compagni. Una prestazione che ha spazzato via le critiche, trasformato il Cesarone Nazionale da «brocco» in «eroe» (e, dovesse continuare così, tutti pronti a saltare sul carro dei vincitori), ma che soprattutto ha permesso a giocatori fin qui poco pubblicizzati di conquistarsi la luce della ribalta. La partita di Manaus, per esempio come riporta il quotidiano Libero, è servita ad Antonio Candreva per togliersi di dosso quella nomea di eterno incompiuto, di centrocampista duttile ma troppo poco concreto. Con quell’assist al bacio per Balotelli il ragazzo di Tor de Cenci avrà fatto ricredere molti suoi detrattori, così come ha fatto ricredere la gran parte dei tifosi laziali che nel gennaio 2012 lo avevano accolto con scetticismo (preso di mira anche per sue presunte simpatie giallorosse). Ma non avevano tutti i torti, perché il giocatore, fatta eccezione per la sua positiva esperienza al Livorno (2008/10), non era mai riuscito a consacrarsi. Non lascia il segno alla Juve,dove si trasferisce nel 2010, ma neanche nei prestiti successivi al Parma e al Cesena. A limitarne la crescita è paradossalmente la sua versalità: sa fare quasi tutto, ha corsa e tecnica, e questo fa sì che gli allenatori non sappiano bene dove schierarlo e, nel dubbio, lo piazzano sulla trequarti. Sarà Petkovic a trovargli la collocazione ideale: l’esterno. Da quel momento il «nuovo Candreva» prende coraggio e non si ferma più: segna 22 gol in 2 anni e mezzo con la Lazio, entra a far parte del giro-azzurro e comincia a farsi notare anche all’estero. E ci riesce talmente bene che sulle sue tracce, ora, ci sono Psg, Liverpool e Juve. Lotito chiede 35 milioni, Candreva dal Brasile fa sapere che sogna la Champions. Se continua a giocare come fatto contro l’Inghilterra, l’offerta adatta al club capitolino arriverà, sceicchi o non sceicchi.