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Da Parma a Parma. Ventisette gare dopo Edy Reja torna dov'è iniziata la sua avventura laziale. Il 14 febbraio, un 2-0 firmato Stentardo e Zarate diede il via alla galoppata-salvezza. Il tecnico domenica torna al Tardini con uno spirito diverso, ma soprattutto con una squadra seconda in classifica. I numeri non mentono e parlano di una Lazio che può ambire a traguardi prestigiosi. A dirlo è la media-punti registrata con Reja in panchina: se si sommano le gare della scorsa stagione (15) e quelle di quest'anno (12) la media è di 1,8 punti a partita, quella che nelle ultime stagioni è bastata per centrare la Champions. Lo scorso anno il goriziano evitò la B conquistando 1,6 punti a gara (media da Europa League), ma quest'anno sta marciando alla media di 2,08 punti a partita.

A Formello la parola scudetto è assolutamente bandita, ma negli ultimi tre campionati l'Inter si è laureata campione d'Italia con 2,18 punti di media. L'obiettivo dichiarato resta l'Europa, ma nelle prossime gare si potrà conoscere il vero destino della Lazio. Dopo la trasferta di Parma i biancocelesti ospiteranno il Catania. Poi, doppio banco di prova per Reja che prima affronterà l'Inter all'Olimpico (venerdì 3 dicembre), poi andrà a Torino contro la Juve. Solo dopo, forse, a Formello si inizierà a parlare di obiettivi da centrare. A oggi la certezza è che il goriziano può contare su un Hernanes in più - e non è poco. Per il resto la Lazio è la stessa della scorsa stagione. Non c'è più Kolarov, ma chi se n'è accorto alzi la mano.

(Leggo - Edizione Roma)