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    Lazio, ecco perché la rosa è corta: le 6+1 riserve inutilizzate

    Lazio, ecco perché la rosa è corta: le 6+1 riserve inutilizzate

    • Tommaso Fefè
    Una rosa di venticinque giocatori è corta? Sì, se almeno sei calciatori di movimento sono sostanzialmente inutilizzati. Tale è la situazione in casa Lazio. Dove oltretutto i rimanenti elementi sono anche mal distribuiti nei ruoli, con sei ali e un solo centravanti o tre mediani e un solo terzino sinistro (per altro adattato, ndr). Questa però è un'altra storia, che passa in secondo piano rispetto al minutaggio irrisorio riservato ad alcuni elementi evidentemente non ritenuti da Sarri utili o comunque – ed è il caso dei due giovani Moro e Romero -  non ancora tecnicamente pronti per il suo gioco.

    FUORI DAL PROGETTO - Partendo proprio dai due baby talenti, in totale mettono insieme 15 presenze. 4 per l'argentino, delle quali solo una - l'ultima, nel derby – è stata significativa dal punto di vista del tempo trascorso in campo, ma pur sempre a risultato già acquisito. 11 invece per lo spagnolo che però, esclusi i 45 minuti contro il Torino, non arriva al quarto d'ora di media nelle altre 10. Per entrambi tuttavia non si può parlare di profili fuori dal progetto. Almeno a parole il club vorrebbe puntare forte su di loro nei prossimi anni. Magari già nelle rimanenti gare da qui alla fine li si potrà vedere di più. Al contrario, è palese che non rientrino assolutamente nei piani dell'allenatore toscano André Anderson, Akpa Akpro e i due nuovi arrivati a gennaio Cabral e Kamenovic. Quest'ultimo non ha mai messo piede in campo. Il capoverdiano, arrivato in prestito dallo Sporting Lisbona, ha invece fatto capolino sul prato verde due volte. Poi, piuttosto che regalargli qualche minuto anche solo nei recuperi, il mister ha spesso preferito fare solo 3 cambi invece dei 5 a disposizione. Quando si dice acquisti mirati, insomma. Gli altri due hanno collezionato qualche comparsa in più. Soprattutto l'ivoriano a inizio anno era stabilmente nelle rotazioni di centrocampo. Titolare alla prima contro l'Empoli (complici le turbolenze di Luis Alberto, ndr) e in altre 4 occasioni tra campionato e coppa. Ora però è sparito dai radar. La polmonite avuta a gennaio non lo ha aiutato, ma l'ultima presenza è comunque datata 12 dicembre 2021. Se Jovane verrà rispedito al mittente tra un paio di mesi, per gli altri 3 bisognerà fare delle valutazioni. Il mediano italo-brasiliano è in scadenza 2023, il centrocampista ex Tolosa nel 2025, mentre il terzino serbo ha firmato addirittura fino al 2026 con i biancocelesti.

    BASIC - A questi si sta aggiungendo nelle ultime settimane, un po' a sorpresa, anche Toma Basic. Fino a Natale Sarri lo aveva impiegato per 19 volte. Nel 2022 invece gli ha concesso sempre meno spazio. La mezzala croata ha pagato alcune prestazioni sottotono e l'uscita delle aquile da tutte le coppe. Senza turnover il numero 88 da gennaio a oggi ha giocato solo 3 partite da titolare, contro Empoli, Inter e Udinese. Per altro, con i friulani è stata una scelta forzata, perché erano squalificati contemporaneamente sia Leiva, sia Luis Alberto. Nelle altre apparizioni ha sommato appena 47 minuti. Un crollo drastico per uno che prima della sosta invernale, tra Serie A e Europa League, era stato preferito dal primo minuto allo stesso Mago in 9 occasioni. Oggi non è ancora da considerare ai margini della rosa, ma è finito chiaramente indietro nelle preferenze del tecnico. Adesso però lui stesso vuole riscattarsi e sfruttare al meglio le occasioni che avrà in queste ultime 8 partite. L'obiettivo è convincere l'allenatore a fare ancora affidamento su di lui anche l'anno prossimo, quando la rosa – si augurano i tifosi e lo stesso Sarri – verrà adeguata numericamente e tecnicamente per aprire un nuovo ciclo.

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