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Un rientro così, Marchetti, non poteva temerlo neppure negli incubi peggiori. Minuto 78. La Lazio è avanti 2-1, un risultato sufficiente per ribaltare la sconfitta rimediata all’Olimpico (0-1) e volare agli ottavi di Europa League. Il momento peggiore sembra passato, la barca biancoceleste aveva ballato in modo preoccupante 10 minuti prima, quando Marchetti aveva prima respinto sul palo un destro di Bezjak ma poco dopo aveva dovuto arrendersi allo sloveno, bravo e fortunato nel trovare la deviazione beffarda di Biava.
Poi, all’improvviso, comincia l’incubo. La conclusione di Zlatinski da 30 metri sembra innocua, ma Marchetti traballa. Sbaglia la presa, fa un passo indietro, blocca la palla. I bulgari esultano, l’arbitro è immobile, poi guarda l’assistente di porta e il patatrac è completo: gol convalidato e Ludogorets in festa. Ma quella palla è davvero entrata? I dubbi restano, la moviola non li chiarisce, poi un fermo immagine sembra sancire la beffa: il pallone non è entrato completamente. Il danno ormai è fatto, eppure la Lazio ha la forza per ripararlo: tutti avanti, Klose sbaglia due facili occasioni, ma la terza è impossibile da fallire.
A quel punto - come sottolinea Il Tempo - manca davvero poco, la squadra di Reja sembra poter controllare il risultato. Purtroppo, però, l’incubo di Marchetti non è ancora finito. L’ultimo, disperato lancio lungo del Ludogorets sembra innocuo almeno quanto la conclusione di Zlatinski. Eppure la difesa biancoceleste balla, Konko sbaglia la diagonale e Marchetti si fa trovare impreparato, troppo lontano dal pallone per poter fermare Juninho Quixada, troppo lontano dai pali per poter parare un tiro per nulla pericoloso. Due errori decisivi dopo due, anzi sei mesi d’inferno. Perché la stagione della consacrazione del nazionale Marchetti è nata storta e proseguita in modo peggiore. Qualche indecisione in campionato, una partita sbagliata con l’Italia, ormai una maledizione per il portiere veneto. Poi le voci di mercato, l’interesse del Milan, il (presunto) sondaggio del Napoli, addirittura l’idea Barcellona, fino alla svolta del nuovo anno: Marchetti in panchina, Berisha titolare.
Ufficialmente, il portiere veneto ha dovuto fronteggiare un problema muscolare, poi una brutta influenza dai postumi infiniti. 'Non è pronto, non si sente sicuro», ha ripetuto Reja per settimane. Federico si allenava regolarmente, mentre il coraggioso Berisha – proclamatosi titolare appena arrivato nella Capitale – conquistava elogi e scalava i gradi. Fino a ieri, quando finalmente Marchetti si è ripreso il posto tra i pali, senza però poter immaginare una serata del genere. «Siamo delusi e incazzati – ha ammesso Keita – Marchetti è un grandissimo portiere, un errore può capitare come successo all’andata ad Anderson'. 'Federico non si è reso conto di essere sulla linea – ha spiegato Reja – stava bene e aveva fatto un’ottima prestazione, mi dispiace. Però ve lo dico subito: il portiere titolare resta lui'. Basterà per consolare Marchetti?