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Roma è caldissima in questi giorni, diciamo calda alla Cristiano Ronaldo. Siccome una certa fantasia è una speciale caratteristica di un certo tipo di tifoso, ci sono gli audio, gli Olimpico prenotati per San Pietro e Paolo (che è oggi, per inciso, avete ricevuto l'invito). Non so se la Roma abbia veramente margini economici o progettuali di prendere il portoghese, che ha già avuto una convivenza non del tutto pacifica con l'altro grande assistito del nostro signore Mendes, e nemmeno mi interessa molto. Ma da Cristiano Ronaldo a Mario Gila, difensore del Castilla che sarebbe nel mirino di Tare, ci passa un mare. 

Andiamo con ordine: qui il discorso non sono i nomi, semmai le aspettative della piazza. La girandola estiva è una specie di termometro di quello che, in qualche modo, i giornalisti sperano, odorano, quello che sanno e quello che inventano, quello che ipotizzano e quello che sentono dire, e quello che i tifosi vorrebbero. Da una parte di Roma i tifosi sognano il grande colpo, dall'altra sospettano il colpo gobbo alla Tare. 

LA QUESTIONE - Tare in casa Lazio oramai è diventato sinonimo di "sta prendendo uno sconosciuto, chissà se è davvero forte e chissà perché lo prende". Se genericamente nel mondo del calcio il ds è abbastanza stimato, e riconosciuto, in casa Lazio in molti hanno il forte sospetto che sia coinvolto in una guerra intestina che sta facendo il male della Lazio. Voglio andare oltre i nomi, molto oltre. Sono tutti buoni se sono buoni giocatori, se arrivano, e soprattutto: SE Sarri li vuole. 
L'impressione è che, per l'ennesima volta, stia andando in scena una resa dei conti. L'ennesima, la terza. La Lazio, già alle prese con i problemi noti di indice di liquidità (risolti), con una complessa cessione (quella di Milinkovic-Savic) da cui potrebbe dipendere non solo questa, ma molte sessioni di mercato. La cessione che è stata spesso rimandata, per incapacità, volontà, accordi, ora è sul tavolo. Abbiamo spesso detto: potremo dare un primo voto al mercato a seconda di quanti giocatori nuovi arriveranno ad Auronzo. Piacere, ecco Marcos Antonio. Che, come ha candidamente ammesso Sarri, arriva per un'occasione congiunturale pure abbastanza tragica, la guerra in Ucraina. Ed è ottimo eh, ma è giovane, e non ha mai provato la A. Come Mario Gila. Casale e Romagnoli in A hanno già giocato benissimo, ci limitiamo a sottolineare, anche se tutti speriamo che questo spagnolo sia Fernando Hierro redivivo. Ma poi?

L'ALTRA QUESTIONE - Non è solo una questione di numeriche: nella sua ultima intervista, Sarri è sembrato molto rassegnato. Sa che in ritiro non avrà a disposizione granché, lo ha detto. E ha detto di aver già detto la sua su Carnesecchi, che è un problema di società e ds. Lo vuole o no, nonostante l'infortunio? Se lo vuole, cosa si sta aspettando? Di piazzare il colpo Sergio Rico, sempre dalla Spagna, sempre con lo stesso canale aperto, quello amicale e fiduciario, uno dei pochi che ultimamente Tare sembra in grado di sfruttare? Non è solo una questione di numeriche: a cosa stiamo assistendo? 

Lotito è in grado di garantirci che a Formello tutti stiano remando davvero dalla stessa parte? Che non è in atto una lotta di potere, che un ds all'ultimo anno di contratto non sta minando il mercato di un allenatore a cui il contratto è stato appena riccamente rinnovato? Molte domande, come al solito. Le risposte chi ce le dà? Non Lotito, che sembra troppo impegnato ad affrontare di petto i tifosi, non Sarri, che può solo rimandare la palla dall'altra parte. Il ds Tare? Parla solo con pochi amici della stampa, abbastanza riconoscibili (se volete fare una prova, aspettare di sentire come parleranno dei nuovi acquisti, qualsiasi essi siano). Lo ribadiamo: mancano 2 centrali, un esterno, una mezzala se non due, una punta di riserva. E non dimentichiamolo: il mercato finirà e già ci saremo giocati 5 giornate. Poi ci saranno 2 mesi di stop prima dell'altro mercato. 2 mesi a sciabolarci in faccia la rabbia, o due mesi di soddisfazione per il buon lavoro svolto? Ci giochiamo tutto in queste settimane.