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    Laziomania: Lazzari e Zaccagni non fanno giocare i giovani in Serie A

    Laziomania: Lazzari e Zaccagni non fanno giocare i giovani in Serie A

    • Luca Capriotti
    Non è tanto grave che Mancini abbia innescato l'ennesima polemica contro i nostri, dopo aver bersagliato a dovere Immobile per anni, stavolta punta Lazzari e Zaccagni, che, per inciso, sono lontanissimi dalla sua idea di formazione titolare.

    Non è tanto grave che, per pulirsi la coscienza per i Mondiali buttati GIOCANDO MALE, non per i giovani, non perché in Serie A non si gioca, ma GIOCANDO MALE, abbia deciso di dare in pasto alla stampa l'ennesimo, succulento aperitivo di laziali.

    Non è tanto grave che siano andati via altri, in silenzio, senza domande in conferenza stampa.

    Non è tanto grave che, sullo sfondo, si muova la polemica tra la Lega Calcio e la Federcalcio, da cui, giova ricordarlo, nessuno si è dimesso nonostante il fallimento epocale prodotto. Non è tanto grave che stiano ancora tutti là, e parlino pure. Semmai sapete che è grave? Che a giugno, in piena estate, dopo una stagione lunghissima, faticosa, i giocatori debbano allenarsi, scendere in campo, perché i vertici del calcio non sanno più che inventarsi.

    LAZZARI VERSUS UEFA E FIFA - La Uefa e la Fifa oramai sono in piena crisi d'identità: avevano ritrovato un po' di compattezza dopo la storiaccia Superlega, ma poi si sono di nuovo perse in competizioni no sense, la Nations League che non importa a nessuno, manco a chi la gioca, e tutta una serie di cosucce perché non gli va giù che Twitch si stia mangiando tutto il loro fatturato. Non illudetevi:  è il cash che conta, come sempre. Dico una cosa banale, ma non è che, senza Blatter o senza Platini, all'improvviso quelle organizzazioni siano diventato un covo di educande. Al contrario, sarebbe divertente controllare con cura i loro conti sparsi nei paradisi fiscali, muoversi un po' meglio a livello di sorveglianza quando ci sono le grandi assegnazioni, capire perché si fa là, piuttosto che altrove. Capire perché un calcio sempre più preda di fondi e sceicchi abbia deciso la folle strada dell'iperinflazione di partita, una maxi-diffusione di calcio ogni minuto, ogni ora, come se il succo fosse farlo vedere sempre, di continuo, in una specie di rivisitazione kinghiana dei film Marvel, pieni di multiversi in cui si gioca a calcio di continuo.

    In Italia ci lamentiamo di Lazzari e Zaccagni che non fanno giocare a calcio i bambini per strada e non li lanciano in Serie A, e nel frattempo veniamo fagocitati in uno spezzatino continuo di giocate stanche, infortuni, giocatori esauriti e supermercatizzazione di questo sport. In barba ad ogni regola del marketing, si innalza il prezzo per la fruizione ma nello stesso tempo si rende il prodotto banale, si perde il fascino del vintage creando competizioni su competizioni che avranno un qualche appeal reale tra anni, ma in realtà tra anni non esisteranno più. Non è tanto grave che la FIGC punti il dito contro la Serie A, ma che si pensi che la Nations League abbia un senso compiuto, reale, e che a qualcuno importi più di Italia-Germania piuttosto che dell'uscita della nuova stagione di Stranger Things, beh, questo non è grave. Non è grave, è solo folle. Non dovreste mandare Lazzari e Zaccagni in vacanza: dovreste andarci voi, dinosauri. Ma non lo fate mai. 

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