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Questa nostra stupida corsa Champions continua. La buona Pasqua della Lazio è larga, larghissima, con un 6-2 che sembra travolgente ma in realtà non lo è, su un Benevento che pure, nonostante tutto, ha fatto una figura ottima. In 10 dall'inizio del match, ha compensato con ardore e agonismo e gli ex Lazio Cataldi e Lombardi, con il dente avvelenato. Cataldi tornerà a Roma, le scuse alla Curva Nord sono un ponte necessario per dimenticare alcune polemiche passate. Questa è la risposta della Lazio: 3 punti troppo importanti, in questo momento della corsa Champions, in questo momento della squadra, in questo momento per i suoi singoli e per la mentalità e per il gruppo.  Con due uomini e due costanti che commenteremo insieme. 

Due uomini: Caicedo entra e regala quel peso che sembrava servire alla Lazio, pareggia i conti in un momento delicato e fa a sportellate con grande animosità, meritandosi il ruolo di ago della bilancia. Sembra assurdo (fino ad ora non è che Caicedo abbia fatto molto, stesso destino di Nani, più o meno), ma dal cambio la Lazio è più fluida, dà l'impressione di poter passare senza fatica (che fino a quel momento era stata enorme). L'altro uomo-simbolo di questo momento è Leiva: maestoso, forte, sembra l'incarnazione perfetta di una squadra che non vuole mollare nonostante tutte le polemiche, le stanchezze, i momenti-no dei singoli e di gruppo. La Lazio c'è, Leiva con carattere se la porta sulle spalle, come una specie di gigante che sembra non avere limiti: imposta, pressa, ruba palloni in quantità, tira, si inserisce, segna da lontano. 
Due costanti: la prima è una mente che è volata via troppo presto dal prato dell'Olimpico. Dopo il rosso a Puggioni la Lazio è sparita, come se fosse tutto fatto. In Serie A non è fatta mai, neppure contro una squadra che ha 40 punti in meno, ma ha coraggio, voglia. 

La seconda è che questa Lazio ha 7, pardon, 6 vite. Ha voglia di rimettersi in corsa per la Champions League, ha voglia di sovvertire tutto, la legge dell'ex, gli arbitri, le polemiche. E lo sta facendo senza Milinkovic-Savic: il serbo è troppo importante per la Lazio, i movimenti e le soluzioni che offre non può darle nessun altro. Quando non c'è, la Lazio fa fatica a girare. Dal suo miglior ritorno, dal suo stato di forma, dipenderà grande fetta della prossima Champions League. Inzaghi, a proposito: la difesa va sistemata, se non quest'anno, almeno nel prossimo (senza de Vrij, che va in gol, ulteriore rimpianto). Finisce con lo sguardo cupo, il mister, nonostante i 6 gol. Qualche pensiero, qualche conferma, qualche rientro che servirà tantissimo. Anche lui lo sa, che alla fine anche questa vittoria non è altro che un piccolo passo in avanti in questa nostra stupida corsa Champions.