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Laziomania: una sconfitta per la città

Laziomania: una sconfitta per la città

La città di Roma, parte romanista e parte laziale, ha perso ancora. Non serve una sifda per decidere questo risultato, perché ai romani non è stata data la fiducia di vedere una partita di calcio. Una Tribuna Tevere chiusa ai romanisti e l'aquila Olympia che molto probabilmente non volerà (anche se non è detta l'ultima parola). Ancora una volta si cerca di capire l'assurdità e l'inutilità della Tessera del tifoso. Se consideriamo 'buoni' i sostenitori che la posseggono, perché non gli è permesso di andare allo stadio a vedere la propria squadra?

La decisione di lasciare aperta la Tevere ai soli abbonati della Lazio e ai tesserati (ma solo quelli che hanno ricevuto la card a casa, la sola ricevuta dell'acquisto della tessera non basta) ha assolutamente del ridicolo per diversi motivi. In un settore con quasi 20mila posti disponibili quelli occupati saranno sì e no settemila; i tifosi della Roma rimangono di fatto fuori dalla Tevere pur possedendo la tessera del tifoso, un titolo che dovrebbe aprire le porte di ogni stadio d'Italia; soprattutto, la più grave, si certifica che una città come Roma, la Capitale d'Italia, non sa gestire una partita di calcio.

E' vero, anche i tifosi hanno sbagliato e hanno talvolta ecceduto in comportamenti poco edificanti, ma non è poi così difficile utilizzare un servizio d'ordine preventivo già posizionato nel settore. A cosa servono prefiltraggio, tornelli, perquisizioni, biglietti nominativi e chi più ne ha più ne metta? Dalla decisione presa dall'Osservatorio, la risposta è abbastanza comprensibile: tutte queste misure non servono a nulla. La sconfitta, l'ennesima, della Tessera del tifoso coincide stavolta con la sconfitta di una città intera, che però non ha nemmeno potuto partecipare alla gara...

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