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CRONACA DI UN “NON SPORT” - In una situazione di estrema urgenza che sta colpendo l’Italia a livello sanitario coinvolgendo anche lo sport, un altro evento ha lasciato il segno nella domenica calcistica dei tifosi leccesi. Gli scontri con i tifosi baresi sono un triste evento che colpisce ciò che dovrebbe essere uno sport, che dovrebbe trovare il suo limite nello sfottò senza mai arrivare alla violenza. I tifosi leccesi avevano ottenuto la trasferta libera per la partita a Roma grazie alle richieste della società ascoltate dall’Osservatorio ma ciò che è accaduto rischia di finire sotto la lente delle autorità competenti a prescindere dalle responsabilità. Ciò di cui si vuole parlare in questa sede non è individuare responsabilità e colpevoli ma evidenziare come ciò che dovrebbe essere una domenica tranquilla per tifosi e famiglie rischia di sfociare in una violenza ingiustificabile e rovinare ciò che dovrebbe essere un momento di passione, di divertimento e di serenità. L'auspicio, ancora una volta, è che i colpevoli inizino a pagare davvero applicando la legge e, se ciò non fosse possibile, allora si dovrà pensare a misure tali da poter rendere controllabili situazioni simili, come le trasferte di tifoserie che si possono incrociare lungo le strade. I divieti rischiano di essere una misura drastica poichè limitano eccessivamente la passione per questo sport, quindi è necessario piuttosto adottare le migliori precauzioni per la sicurezza ma anche per rendere il calcio ancora uno sport all'insegna del divertimento.
 
LECCE NON PERVENUTO – Per quanto riguarda il campo, il Lecce si presenta all’Olimpico dopo tre vittorie consecutive mentre i giallorossicapitolini devono riprendersi da una crisi di risultati. La differenza sulla carta è nota ma a rendere le cose facili agli avversari è stato un Lecce rinunciatario e troppo molle che solo nei primi minuti della ripresa ha provato a spaventare i padroni di casa senza alcun risultato. Che abbiano pesato le assenze di Falco e Saponara può essere una giustificazione parziale perché, d’altra parte, i ragazzi di Liverani hanno comunque sbagliato l’approccio alla partita e probabilmente anche gli assenti non avrebbero potuto influire più di tanto. Di ciò non si può avere la controprova ovviamente ma se della formazione di ieri non si salva nessuno se non la grinta dei soli Mancosu e Lapadula, probabilmente nulla avrebbero potuto fare gli altri. Se poi Petriccione perde palla nella sua trequarti e regala il gol alla Roma oppure Donati non segue il diretto avversario che segna il raddoppio allora il blackout della squadra era palese. Dunque, dopo l’entusiasmo del tris di vittorie, il Lecce torna con i piedi per terra con l'obiettivo di riprendere da dove aveva interrotto per cercare nuovamente i punti che servono con quell’umiltà e quella grinta che tanto sono servite a vincere.