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La rivoluzione sull’assegnazione dei diritti audiovisivi del campionato di Serie A arriva direttamente dal Consiglio di Stato, il quale, accogliendo la richiesta dell’Antitrust che aveva di fatto condannato Sky per “eccesso di posizione dominante”, sancisce la fine all’esclusività online. La sentenza di fatto rivoluziona il mercato dei diritti tv del calcio nostrano.

A partire dal campionato 2021/2022 Sky non potrà più avere l’esclusiva internet di tutta la Serie A. Infatti, in streaming le partite potranno essere trasmesse anche da altre emittenti. Ciò probabilmente sancirebbe la scomparsa di Now Tv, la piattaforma di Comcast sullaquale viene offerto, esclusivamente online, il palinsesto di Sky a prezzi ridotti. 

«La decisione del Consiglio di Stato è opinabile e abbiamo presentato ricorso — ha commentato al Corriere della Sera il CEO di Sky Italia, Maximo Ibarra — Quando ci sarà l’asta dei diritti tv della Serie A, dovrà vigere la non esclusività per il web. Si tornerà all’esperienza del campionato 2015/16 quando nessuno aveva l’esclusiva»

In Italia la cessione dei diritti auodiovisivi in materia di sport professionistico è regolata dalla cosiddetta “Legge Melandri” (2008) che permette l’assegnazione delle trasmissioni in diretta della Serie A attraverso l’assegnazione di un contratto triennale tramite un’asta pubblica, facendo valere la suddivisione in pacchetti stabiliti dalla Lega in linea con le indicazioni dell’antitrust.
Vista l’esperienza dell’ultima asta dove la Lega non era riuscita a trovare un accordo con alcun Broadcaster (Sky e Mediaset su tutte) e quindi non ricevendo nessuna offerta, è iniziata a balenare l’idea di diventare essa stessa un broker con la creazione di una nuova Media company, approvata da tutti e 20 i club di Serie A all’assemblea di Lega del 9 settembre, con l’obbiettivo dichiarato dal presidente Dal Pino «di non avere più intermediari» permettendo l’incarnazione di nuovi capitali e soprattutto di salvaguardare le contrattazioni, senza dover accettare troppi compromessi. Altra novità interessante riguarda la spartizione tra gestione sportiva, al 100% in mano alla Lega, e le attività commerciali ed economiche del campionato, affidate a manager competenti del settore.

A breve la Lega pubblicherà il tanto atteso bando per l’assegnazione dei diritti TV per il triennio 2021/2024: l’esito è più che mai incerto. La Lega di Serie A, attraverso le parole dell’ad Luigi De Siervo a “Radio anch’io Sport”, ha ammesso di provare a sollecitare «l’interesse dei grandi player internazionali, come Amazon e Netflix». Linea già adottata dalla UEFA con l’ingresso di Amazon che, attraverso la sua piattaforma di streaming, si è aggiudicata le partite di cartello del mercoledì sera della Champions League per il triennio 2021-2024. «L’idea — continua De Siervo — è creare una relazione che i social tengano in piedi quotidianamente e poi i tifosi ottengono dei servizi e si
sentono parte attiva di un club».

È l’inizio di un percorso lungo e carico di insidie, ma la sensazione è che a Lega, finalmente, compia un discreto salto in avanti verso il futuro, sancendo di fatto una vera e propria rivoluzione del mercato dei diritti tv del nostro calcio.