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Ex giocatore della Lazio, italiano e manager vincente in Inghilterra. Tre indizi che sembrano portare a Roberto Mancini, primo in Premier League con il Manchester City. Il condizionale è d'obbligo, perchè al di là della Manica c'è un altro tecnico azzurro che ha conquistato le prime pagine dei tabloid, ma con una squadra di quarta divisione e senza un budget astronomico. Il protagonista è Paolo Di Canio tecnico del modesto Swindon Town, sabato scorso stato capace di eliminare il Wigan, club di Premier League, e accedere al quarto turno della FA Cup, per la prima volta in 16 anni.

Un'impresa, che potrebbe essere il primo passo verso un futuro roseo. Alla sua prima esperienza da tecnico, Di Canio ha trascinato il suo Swindon alla semifinale del Football League Trophy ed è in lotta per salire in League One, la terza divisione inglese, grazie ad una difesa di ferro (19 gol subiti, la migliore del campionato) e un gioco divertente. Nello spogliatoio parla inglese, imparato nelle sue esperienze le maglie di Celtic, Sheffileld Weds, West Ham e Charlton, ma anche italiano.Oltre al lui, infatti, altre otto persone formano la macchia azzurra nella piccola Swindon, quattro giocatori e quattro membri dello staff.

Della rosa fanno parte Matteo Lanzano, portiere classe 1990, i difensori Alberto Comazzi e Alessandro Cibocchi, cresciuti rispettivamente con Ternana e Milan, e soprattutto il 24enne attaccante romano Raffaele De Vita, emigrato in Inghilterra a 16 anni per vestire la maglia del Blackburn e arrivato in estate dagli scozzesi del Livingston. Con loro lo Swindon è stato capace di mettersi alle spalle i pregiudizi (gli sponsor del club non volevano un tecnico considerato "fascista") e rialzarsi da un inizio difficile, con sei sconfitte consecutive fra campionato e coppa, nel quale non sono mancati i momenti di tensione. Il 31 agosto Di Canio ha sfiorato la rissa con l'attaccante Leon Clarke, scaricato prima al Chesterfield poi al Charlton. Il momento difficile è alle spalle, Di Canio guarda con ottimismo al futuro: "Questa squadra è il mio Barcellona. E non dobbiamo smettere di sognare".