Ma che grasso e gustoso pareggio a Marassi, che contraddice lo 0-0 finale, tra Sampdoria e Sassuolo. Splendido calcio, emozionante e spettacolare, grazie a due squadre sfacciate e coraggiose che interpretano alla perfezione lo spirito del gioco e le istruzioni dei rispettivi allenatori. Giampaolo e De Zerbi sono due esteti che non tollerano trucchetti e miserie. Meglio la Sampdoria in termini di occasioni da gol. Meglio il Sassuolo per freschezza e imprevedibilità di gioco. Risultato che avrebbe rallegrato re Salomone. La squadra di Giampaolo si issa al quanto posto solitario, staccando di un punto Fiorentina e Roma. Il team di De Zerbi spezza la miniserie negativa patita contro Napoli e Milan. Ad maiora. Ne vedremo delle belle.   

Calcio per palati fini, nella serata genovese, l'ennesimo monday night che convoca comunque i soliti ventimila aficionados blucerchiati. Sampdoria e Sassuolo onorano l'assonanza dei nomi e le pregiate referenze che le hanno accompagnate allo scontro diretto, con tanto di cavalleresca bollinatura reciproca dei due allenatori che alla vigilia si erano scambiati complimenti e auspici sinceri. Squadre che fanno calcio, secondo i rispettivi assiomi. Più geometrica la Sampdoria, più fantasioso il Sassuolo che deve fare a meno del suo demiurgo, il potente Boateng, nonché di Duncan, Boga e dello squalificato Rogerio. Al completo la Sampdoria che Giampaolo schiera col rituale 4-3-1-2 e la sorpresa (per noi suiveurs, almeno) di Ramirez alle spalle delle due punte, l'ex Defrel e il capitano di lungo corso Fabio Quagliarella, alla caccia del gol numero 130. Subito spigoli e scintille in campo e due gialli sacrosanti per Marlon e Andersen.

Sassuolo indiavolato, pressing e ripartenze razzenti, l'epitome moderna del Movimiento d'antan di Heriberto Herrera (chi lo ricorda?) ma al triplo delle velocità imposta negli anni Settanta dal ginnasiarca paraguagio che allenò Juventus e Sampdoria. Non si sa mai dove vadano ad intrufolarsi i furetti dai piedi buoni di De Zerbi, talché non sorprende, al 6', la fuga improvvisa lungolinea del poderoso Babacar, rintuzzata a fatica da Tonelli e conclusa con un destraccio sballato. La Sampdoria impiega un quarto d'ora a prendere le misure all'avversaria e a ridurre il raggio di azione dell'altro ex, il talentuoso serbo Djuricic che a  Genova con Giampaolo aveva faticato a trovare spazio e in Emilia è diventato uno dei fari della squadra di De Zerbi.

I ventimila si sgolano a sospingere la Sampdoria che si fa viva un paio di volte dalle parti di Consigli con altrettante combinazioni pericolose: Ramirez calcia alto al volo un succulento assist di Quagliarella e Defrel manca il colpo del ko dalle parti del palo lungo. E il Sassuolo? Regge alla grande e quando riparte brucia l'erba al largo con le accelerazioni fulminanti di Di Francesco e Berardi, che tolgono il fiato  Bereszynski e Murru, costringendoli a precipitose rincorse. Al minuto 34', proprio Berardi (colpito duro in avvio dal terzino mancino doriano) sgancia un sinistro al giro che manda il pallone a schiantarsi sul palo lontano, con Audero in vano e plastico volo. E la Sampdoria? Rieccola nel più classico dei contropiede, Dafrel manca l'aggancio a tu per tu con Consigli, Barreto recupera il pallone sottomisura e scalda i guanti del portiere emiliano. Ancora Defrel, il suo  missile si spegne nel tumulto di stinchi e tacchetti. Spettacolo a Marassi! Questo è calcio, senza tatticismi, senza espedienti, senza retropensieri. La gente apprezza e applaude e trattiene il respiro. Lo 0-0 è perennemente in bilico e non si capisce da che parte si spezzerà quando l'arbitro Fourneau manda tutti a prendere un the caldo, per dirla con Caressa.

Ripresa. S'è levata una leggera brezza e sugli spalti ci si scalda applaudendo la ruggente corrida che si dipana sul prato. La Sampdoria vorrebbe ma non può, il Sassuolo potrebbe ma non riesce. Equilibrio quasi perfetto, rotto qua e là da qualche strattone improvviso. L'altoparlante annuncia che "per motivi tecnici, la partita si svolge senza l'uso del Var". Risate tra il pubblico. La scienza ha i suoi limiti, evidentemente. Canta la gente doriana che vorrebbe i tre punti per vedere la propria squadra spiccare il volo in classifica e inseguire, Giampaolo dixit, ambizioni importanti. Il multiforme e indecifrabile Sassuolo in questo senso è il peggior avversario possibile, il tecnico doriano lo aveva pur sottolineato in sede di presentazione del match. E riesce difficile comprendere come la squadra neroverde arrivi a Genova con due sonore sconfitte sul groppone, a Napoli e col Milan al Mapei Stadium. Arcana misteri del dio pallone. Va detto che a volte la squadra di De Zerbi è persino troppo spavalda e accetta l'uno contro uno, anzi quasi lo sollecita. E la cosa non è priva di rischi.

Al quarto d'ora, Giampaolo richiama Defrel e butta dentro Caprari, reduce dal bagno azzurro con Mancini. Mah.. il francese aveva fallito due palle gol ma aveva ancora l'argento vivo addosso e il cambio apparentemente non convince. Anche De Zerbi corregge qualcosa, in campo va Adjapong per Djuricic che alla distanza si è spento. Ritmi sempre molto alti, match a tratti elettrizzante e sempre ben vivo; un bello spot per il calcio del Terzo Millennio, chissà cosa avrà annotato Chicco Evani in tribuna per conto del ct azzurro Mancini: gli italiani in campo all'inizio erano dieci, quattro nella Sampdoria e sei nel Sassuolo. “E facci un gol!” cantano gli Ultras blucerchiati. E De Zerbi si copre. Fuori Di Francesco per Sensi, ovvero meno respiro sulle fasce e maggiore densità nella zona centrale del campo. Al 27' l'annuncio che è stato ripristinato il Var. Venti minuti al buio. Che brividi... Poco prima della mezz'ora riappare Saponara (per Ramirez) al rientro dopo un lungo infortunio muscolare. Le armi dalla cintola in su davvero non mancano a Giampaolo. E per poco proprio l'ex viola non la schioda, il sinistro al volo (lungo assist al bacio di Quagliarella) fallisce appena il bersaglio. Sarebbe stato un eurogol. De Zerbi si lascia ingolosire e prova con Matri per Babacar, l'ex Juve lo scorso anno aveva timbrato l'1-0 per il Sassuolo. In gradinata ci si tocca...E invece è la Sampdoria ad andare in odore di gol, l'assist delizioso di Saponara per Quagliarella costringe Magnani ad una super chiusura in extremis. Finita? Macché. Il piccoletto Adjapong sgancia un siluro improvviso che si perde largo, il Sassuolo è una belva affamata, la Sampdoria vacilla ma non cede. Anche Kownacki (per Quagliarella) partecipa al banchetto bianco. La battaglia infuria fino all'ultimo colpo di moschetto, segnale chiaro della perfetta condizione psicofisica dei combattenti. Duelli rusticani in ogni angolo del campo, che l'arbitro Fourneau - rivedibile, sussiegoso e spesso lontano dal pallone - interpreta talvolta un po' a capocchia. E infine è pareggio. Salomonico. E bellissimo. Per Frossi lo 0-0 era il risultato della partita perfetta; beh questa volta il vecchio Annibale ci avrebbe preso in pieno.


IL TABELLINO

Sampdoria-Sassuolo 0-0


Sampdoria (4-3-1-2): Audero; Bereszysnki, Tonelli, Andersen, Murru; Barreto, Ekdal, Praet; Ramirez (29' s.t. Saponara); Defrel (16' s.t. Caprari), Quagliarella (41' s.t. Kownacki). All. Giampaolo.

Sassuolo (4-3-3): Consigli; Marlon, Magnani, Ferrari; Lirola, Bourabia, Magnanelli, Di Francesco (25' s.t. Sensi); Berardi, Djuricic (19' s.t. Adjapong), Babacar (36' s.t. Matri). All. De Zerbi.

Arbitro: Francesco Fourneau della sezione di Roma 1

Ammoniti: 5' p.t. Marlon (Sas), 20' p.t Andersen (Sam), 32' p.t. Di Francesco (Sas), 8' s.t. Barreto (Sam), 17' s.t. Berardi (Sas).