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Letta di primo mattino la bella intervista di Paolo Maldini alla Gazzetta, la prima tentazione è stata quella di scrivere qui che Paolo aveva ragione da vendere, dalla prima all’ultima riga. E certo il rammarico per non essere riusciti a fare quell’intervista cui in tanti aspiravamo, personalmente forti di un bel rapporto lungo ormai 35 anni, aumentava da una risposta all’altra. Poi è chiaro, ciascuno è libero di scegliere con chi raccontarsi e Paolo ha scelto il quotidiano sportivo più importante e diffuso, perché voleva essere sicuro che le sue parole avessero la eco più vasta.

A mente fredda, abbiamo deciso di aspettare qualche ora. Il bello del web è anche questo: ogni momento è buono per pubblicare il “tuo” giornale. In edicola o sui tablet trovi l’edizione del mattino e poi più nulla fino al giorno dopo. Calciomercato.com è un giornale online che si aggiorna in ogni momento e allora a quel punto, con lo sfogo di Paolo in bella mostra ovunque, diventava interessante commentarne anche le reazioni.

Zero da parte di Elliott, idem da Gazidis, l’unica vera notizia del pomeriggio arriva dall’Inghilterra, dove il Newcastle è dato in fase di sorpasso sul Milan per il difensore Botman, con cui il club rossonero è d’accordo fin da gennaio. Ma se dall’accordo non si passa alla stesura dei contratti, gli accordi saltano e i giocatori non arrivano. È così per Botman e ugualmente rischia di esserlo per Renato Sanches.

E allora in cosa Maldini non avrebbe ragione? Nei tempi dell’uscita? E quando avrebbe dovuto parlare, nella volata scudetto? Nei modi, più da “calciatore” che da dirigente? Nella sostanza delle accuse, come se fosse normale sapere dai media che la proprietà sta vendendo il club? Per di più a poche ore da una delicata partita di campionato?

Non dimentichiamo che, dopo l’addio di Leonardo tornato al PSG nel giugno del 2019, al termine della prima stagione di Elliott, Maldini s’è ritrovato a fianco Zvone Boban, amico e preziosa spalla nelle scelte più delicate, vista la già ampia esperienza a livello dirigenziale, che invece Maldini all’epoca non aveva. Vogliamo pensare che Maldini e Boban non si siano mai sentiti, dacché il croato fu licenziato (senza giusta causa, ha stabilito un tribunale in 2 gradi di giudizio) nel marzo del 2020, quando si oppose – immolandosi – all’arrivo di Rangnick, già previsto per la stagione successiva? Vogliamo immaginare che non possa prendere il silenzio intorno a lui come un rumoroso avvertimento?
Commentando lo scudetto del Milan, abbiamo detto del Triplete di Elliott e non abbiamo alcuna intenzione di ricrederci: ha (quasi) risanato i conti, ha vinto, sta per vendere realizzando un alto profitto. Roba da gente in gamba, non si può dire altro. Ma allora perché non assicurare continuità a Maldini, Massara e al progetto tecnico? Forse perché è in corso il passaggio di proprietà e quella attuale non vuole esporsi per chi le subentrerà? Ma che venga almeno detto chiaramente, queste settimane sono già di mercato, le prime trattative vanno continuate e concluse. Chi lo fa per il Milan?

Maldini ha spiegato di non avere dialogo con l’amministratore delegato, anche lui col contratto in scadenza e con stipendio da supermanger di multinazionale (ci risultano 4 milioni, fino a novembre) e non da PMI (piccola media impresa) qual e una società come il Milan, che fattura 300 milioni l’anno. Com’è possibile che accada in un club che ha appena vinto lo scudetto?

Solo ieri, qui su calciomercato.com, il sempre puntuale Alberto Cerruti invitava il Milan a non cullarsi sugli allori. La squadra che ha appena vinto, va immediatamente rinforzata per poter rivincere, altro che storie. Perdere Botman sarebbe il peggiore degli inizi. Perdere, dopo Boban, anche Maldini (e Massara) sarebbe l’inizio della fine, di una storia appena cominciata. La clausola di 150 milioni svelata in esclusiva da calciomercato.com garantisce al momento il Milan da chi potrebbe lanciarsi su Leao, ma a cui è indispensabile adeguare immediatamente il contratto, per non farlo stregare dalle sirene che presto gli danzeranno davanti, se già non l'hanno fatto.

E invece il Milan dorme, e non sono solo sonni di gloria. Dorme perché passata la sbornia da scudetto, si riscopre nella palude degli ultimi 2 mesi, quelli in cui è entrato nel momento in cui è arrivata la prima concreta offerta di acquisto, quella di Investcorp. Da lì in avanti non è più successo nulla e perché qualcosa succeda è necessario che la vendita sia finalizzata. Agli arabi, che così a occhio sembravano garantire meglio le aspettative dei tifosi, sono stati preferiti altri americani, quelli di Redbird, con una formula di cessione ancora non completamente conosciuta, ma che evidentemente è più gradita a Elliott. Importante, è fare in fretta, oltreché bene. Ogni giorno che passa è un’opportunità che può sfumare. Questo ha semplicemente detto Maldini, sperando di essere ascoltato.

@GianniVisnadi