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La decisione dell'UEFA di escludere il Manchester City dalle competizioni europee per due anni a seguito di gravi violazioni del Fair Play Finanziario ha scosso il mondo del calcio e aperto una serie di interrogativi tra tifosi e addetti ai lavori: come si concluderà la vicenda dopo l'annunciato ricorso al TAS di Losanna? Cosa cambierà per il mercato dei Cityzens? Ma soprattutto: quale sarà il futuro di Pep Guardiola?

ADDIO POSSIBILE - 
Pochi giorni fa il tecnico catalano aveva giocato sulla possibilità di essere licenziato dagli inglesi in caso di fallimento contro il Real Madrid negli ottavi di Champions League: la coppa dalle grandi orecchie è un obiettivo chiaro e dichiarato, il punto di arrivo di un progetto iniziato nel 2016 e che in quattro anni ha sì portato successi a livello nazionali (2 Premier, 2 Coppe di lega, 1 FA Cup, 2 Community Shield), ma mai all'affermazione in campo europeo. La Champions, inoltre, manca a Guardiola dai tempi di Barcellona (2011) e anche dal punto di vista personale è un trofeo da ritrovare a ogni costo, a Manchester o altrove. E allora, se il City non riuscisse a ribaltare la sentenza UEFA, l'interruzione del matrimonio risulterebbe inevitabilmente la soluzione più logica e utile per entrambe le parti in causa: il club avvierebbe il processo di alleggerimento del monte ingaggi sgravando le casse dell'anno di contratto residuo, Guardiola potrebbe cercare subito nuova fortuna europea altrove. Ma dove?

IDEE BAYERN E PSG - L'inserimento di Guardiola cambierebbe inevitabilmente tutte le logiche del mercato allenatori, con i top club ancora alla ricerca di una guida tecnica per la prossima stagione. Difficilmente il Barcellona, nonostante i reciproci ammiccamenti nel corso degli anni e la pubblica apertura di Bartomeu a un ritorno di Pep al Camp Nou: i blaugrana si sono legati a lungo a Setien e, salvo tracolli nel finale di stagione, proseguiranno su questa strada. Discorso diverso per un'altra ex, il Bayern Monaco. I bavaresi hanno deciso di puntare Hans Flick fino al termine della stagione rimandando la decisione sul prossimo allenatore: Guardiola può rapidamente tornare di moda scavalcando i vari candidati accostati al Bayern, da Allegri e Pochettino fino al favorito Thomas Tuchel. E proprio il PSG potrebbe investire su Pep per il salto di qualità in Champions e per convincere i pezzi pregiati Mbappé e Neymar a resistere alle sirene spagnole per vincere a Parigi.
LA JUVE... - E poi c'è la Juventus, accostata immediatamente a Guardiola con l'uscita della sentenza UEFA. Un dejà-vu della scorsa estate, quando il rincorrersi di rumors aveva alimentato le speranze dei tifosi bianconeri senza che vi fossero reali possibilità di arrivare alla fumata bianca, con Paratici deciso nel chiudere l'arrivo di Maurizio Sarri. Ora però, a meno di un anno di distanza, lo scenario è drasticamente mutato con il catalano effettivamente in uscita dal City e alla ricerca di una nuova avventura. E Pep non chiude all'Italia, paese rimastogli nel cuore dopo le esperienze a Roma e Brescia e i legami stretti nello Stivale. Anche in casa Juve, però, la situazione è cambiata perché se la scorsa estate bisognava decidere a chi affidare l'eredità di Allegri, ora la panchina è saldamente in mano ad un allenatore ampiamente in corsa su tutti i fronti, Serie A, Coppa Italia e Champions. Ora c'è Sarri, ma il catalano continua a stuzzicare la fantasia dei tifosi e di Agnelli: tutto rimandato a fine stagione, quando saranno i risultati ottenuti a decretare il futuro di Sarri e della panchina della Juve.

@Albri_Fede90