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Nel corso di un'intervista concessa al Guerin Sportivo, l'allenatore dello Zenit San Pietroburgo Roberto Mancini ha confessato le sue sensazioni sui suoi primi mesi in Russia: "Dovremo fare le cose per gradi perché ci sono dei parametri di spesa da rispettare, comunque tutto sommato sono contento. Abbiamo costruito una squadra investendo sui giovani: raccoglieremo i frutti con il tempo anche se l’obiettivo dello scudetto è immediato. Siamo, per ora, in linea con le previsioni". Sulle difficoltà sin qui incontrate: "Io e il mio staff stiamo cercando di imparare la lingua, soprattutto le parole che sono necessarie per trasmettere il mio pensiero alla squadra. Poi parlo inglese e mi faccio aiutare da un autista: è ancora troppo presto per guidare l’auto a San Pietroburgo". Su Criscito: "E’ il giocatore con maggiore anzianità. Sei anni che sta qua, un grande esterno, non capisco come non entri a far parte del giro della Nazionale italiana: difende, attacca e segna: un giocatore completo".

Mancini è tornato a parlare anche della sua decisione di ritornare all'Inter due stagioni fa: "Dopo il rientro all’Inter, una scelta fatta per amore e per riconoscenza verso un club che mi rimarrà per sempre nel cuore, avevo detto che sarei tornato all’estero dove mi trovo meglio. La Premier è il top ma vi garantisco che lo Zenit è una società di immenso prestigio. Appena torneremo in Champions, vedrete che qua arriveranno anche tante altre stelle che magari per ora non se la sono sentita di scegliere San Pietroburgo".