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    Maradona junior a CM: 'Questo Napoli nella storia, papà sarebbe orgoglioso. Per lo scudetto rinuncio a pasta e pizza’

    Maradona junior a CM: 'Questo Napoli nella storia, papà sarebbe orgoglioso. Per lo scudetto rinuncio a pasta e pizza’

    • Francesco Guerrieri
      Francesco Guerrieri
    Quando Diego Armando Maradona junior parla del suo Napoli, lo fa col cuore. Gli occhi brillano, la voce si emoziona e lui sorride ripensando agli scudetti vinti dal papà. Oggi Diego jr allena il Napoli United in Eccellenza, e quando vede giocare la squadra di Spalletti sogna a occhi aperti: "Sta scrivendo la storia, del club e della Champions - racconta nella nostra intervista - Sta facendo benissimo anche in campionato, ma in Serie A negli ultimi anni è stata quasi sempre ad alti livelli; è in Europa che impressiona, con risultati fantastici. Stanno mettendo le basi per qualcosa d'importante".

    Sei riuscito ad andare qualche volte a vederlo allo stadio quest'anno?
    "Ancora no perché hanno sempre giocato quando c'erano le nostre partite, ma alla prima occasione andrò a vederlo dal vivo".

    Che effetto ti fa entrare allo stadio Diego Armando Maradona?
    "E' una bellissima sensazione, un grande orgoglio. Sono felice che lo abbiano intitolato a mio padre, se lo meritava. Io vado lì da quando ho quattro anni, in quello stadio mi sento a casa".

    Chi è il giocatore più importante di Spalletti?
    "Scelgo Lobotka, è fondamentale. E' normale dire che Kvaratskhelia è fortissimo, che Raspadori e Simeone stanno andando bene... ma Lobotka è quello che fa la differenza più di tutti".

    Kvaratskhelia è diventato Kvaradona in pochi mesi.
    "E' un ragazzo molto forte, ha qualità, personalità e ampi margini di miglioramento; sono convinto che diventerà ancora più forte. Ma per me nessuno è paragonabile a mio padre, lui è stato, è e sarà il giocatore più forte al mondo".

    Ci pensi mai a quanto sarebbe contento tuo padre di vedere questo Napoli?
    "Sarebbe orgoglioso, camminerebbe a petto in fuori. Ne sono sicurissimo. E mi piacepensare che dall'alto si stia divertendo anche lui a vedere questo Napoli".

    Ce la farà a vincere lo scudetto?
    "Siamo a metà ottobre, i campionati si vincono a maggio; ci vuole tempo e pazienza, è una stagione anomala nella quale ci si fermerà per un mese e mezzo. Il Napoli deve mantenere questo ritmo e sono convinto che può farlo; Spalletti ha una squadra giovane e ambiziosa. Sì, questo può essere l'anno giusto".

    A cosa sei disposto a rinunciare per vincere il campionato?
    "A tutto, qualsiasi cosa. Rinuncerei anche a mangiare pasta e pizza per un anno. Il mio più grande desiderio è tornare a vedere lo scudetto sulla maglia della mia città".

    Che rapporto hai con Spalletti?
    "Lo conosco, mi fa piacere parlare e confrontarmi con lui. Io sono un allenatore al secondo anno d'esperienza, sento di dover imparare ancora tanto e farlo con un maestro come lui per me è motivo di orgoglio".

    Cosa vi dite?
    "Io ascolto, e lui mi dà consigli sulla gestione del gruppo fuori dal campo. Grazie ai suoi suggerimenti mi sono sempre trovato bene".

    Sei molto legato a Lorenzo Insigne, come ha vissuto l'addio al Napoli?
    "Non è stato facile, e continua a non esserlo. Io penso che quei giocatori che hanno Napoli nel cuore non vanno mai via del tutto. Chi lo conosce sa che non ha passano un bel momento, ma sono felice perché so che a Toronto sta bene". 

    I tifosi del Napoli l'hanno criticato molto.
    "In Italia siamo capaci di criticare tutti, l'abbiamo fatto anche con Baggio, Del Piero e Totti. Io posso dire che il Lorenzo che conosco è un ragazzo disponibile e per bene; fatemi dire anche che non ricordo un giocatore che per 20 anni ha giocato sempre al top, è normale che ci siano alti e bassi".

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