Calciomercato.com

  • AFP/Getty Images
    Martin Palermo, è ora di fare giustizia

    Martin Palermo, è ora di fare giustizia

    • Remo Gandolfi
    E’ ora di fare giustizia In questa storia non ci sono tragedie, sfortune particolari o brutti scherzi del destino. Di “maledetto” insomma non c’è praticamente nulla. In questa storia c’è soltanto un enorme, profonda ingiustizia. L’ingiustizia è quella che riguarda uno dei più grandi attaccanti argentini della storia che per molti, troppi distratti osservatori delle vicende calcistiche, viene ricordato quasi solo ed esclusivamente per colui che “sbagliò tre calci di rigore nella stessa partita”. Vero. Questo accadde realmente ed è ancora sul celeberrimo “Guinness dei Primati”. Le immagini a seguire sono inequivocabili.



    Ma che una carriera prestigiosa e per alcuni versi sorprendente sia riassunta in una notte maledetta e in 3 semplici calci ad un pallone è quanto meno vergognoso. Martin Palermo è stato capace di segnare 306 gol in 623 partite. Praticamente un gol ogni due partite. Ma Martin Palermo è per molti solo colui che “sbagliò tre calci di rigore nella stessa partita”… E’ stato capace di segnare una doppietta ai “Galacticos” del Real Madrid, ma non in una partita qualsiasi: nella finale di Coppa Intercontinentale. Praticamente il campionato del Mondo per club. Eppure Martin Palermo è per molti solo colui che “sbagliò tre rigori nella stessa partita”… Vedere sotto per credere.



    Martin Palermo è stato capace di rompersi il legamento crociato del ginocchio destro e il collaterale, di rimanere comunque in campo e in quelle condizioni di segnare il gol decisivo in una partita di campionato argentino contro il Colon. Vedere sotto per credere.



    Ma Martin Palermo è per molti solo colui che “sbagliò tre calci di rigore nella stessa partita”… Il suo passaggio alla Lazio di Cragnotti salta due volte. Prima dell’infortunio per un capriccio del Presidente del Boca Macrì (che ora in Argentina è Capo di Stato) e poi per colpa di questo maledetto infortunio. “El Titan” (uno dei suoi soprannomi) rimane al palo per i classici 6 mesi ma proprio alla fine di questo periodo, maggio 2000, il Boca deve giocare, dopo ben 6 anni di astinenza in questa competizione, i quarti di finale della Copa Libertadores, la Champions League d’America. Il suo mentore, autentico padre calcistico, Carlos Bianchi, il grandissimo allenatore del Boca ed ex-grandissimo goleador, nelle settimane prima dell’incontro inizia una sottile battaglia psicologica “per la partita di ritorno avremo la sorpresa più gradita di tutte; il rientro di Martin Palermo in squadra.” Dichiarerà a giornali e televisioni. Il River vince il match di andata per 2 a 1. Bianchi insiste “Martin è pronto”. E rientrerà proprio al ritorno alla Bombonera”. Americo Gallego (ex-grande “5” della Nazionale Argentina campione del mondo nel 1978) ci casca in pieno. “Beh, se quel giorno gioca Martin Palermo noi faremo giocare Enzo Francescoli” (uruguayano talentuosissimo ma ritiratosi più di 3 anni prima !) Inizia il match è con grande sorpresa di tutti Martin Palermo è effettivamente in panchina. La partita inizia bene per gli “Xeneizes”. Dopo un quarto d’ora il Boca è in vantaggio, ma il River regge benissimo e anzi sfiora più volte il pareggio. A 13 minuti dalla fine, fedele alle sue parole, Carlos Bianchi fa entrare Martin Palermo. Quei 13 minuti sono tutti qua sotto da vedere.



    Ma Martin Palermo è per molti solo colui che “sbagliò tre calci di rigore nella stessa partita”... L’anno dopo, nel 2001, arrivano le sirene dei grandi Clubs europei. Ma incredibilmente Palermo non va ne al Valencia, ne al Chelsea e neppure al Napoli, i tre club che parevano quelli maggiormente intenzionati ad assicurarsi le prestazioni del bomber argentino. A spuntarla è il “piccolo” Villarreal che si sta comunque facendo un nome nella Liga Spagnola, pur non disponendo delle risorse e soprattutto del fascino e della tradizione di Real Madrid, Barcellona o dello stesso Valencia. L’inizio è comunque promettente anche se non certo devastante. 6 gol in 17 partite ma anche tanti assists e sponde per i compagni. La stagione successiva, la prima intera con il Villarreal parte alla grande ma in Copa del Rey arriva un altro grosso guaio, anche questo fonte di derisione e spesso raccontato in modo distorto. Martin segna un importantissimo gol contro il Levante. Corre a festeggiarlo con gli “hinchas” più caldi del “Sottomarino giallo” ma nei festeggiamenti un muretto di recinzione gli cade sopra una gamba. Doppia frattura di tibia e perone. Lunghissimi mesi di stop. Il recupero è stavolta più lento del previsto e quando Martin torna in condizione al Villarreal è arrivato Benito Floro che lo vede, e non è certo il primo allenatore nella storie del “Loco”, più o meno come il fumo negli occhi. Va al Real Betis ma senza convincere. L’anno successivo scende addirittura in serie B al Deportivo Alaves, lui che 3 anni prima aveva segnato una doppietta in una finale di Coppa Intercontinentale, ma neppure qua riesce a fare sfracelli … anzi. A 31 anni pare iniziata la parabola discendente. In Europa non c’è più nessuno interessato e allora c’è solo una strada percorribile; quella del ritorno a casa, nel “suo” Boca. Qua lo amano davvero. E sanno aspettarlo. Ci vorranno due stagioni per vedere Martin Palermo e il Boca tornare ai vertici. E nel 2007 l’ennesima consacrazione. Un altro trionfo nella finale di Copa Libertadores. E poco importa se stavolta la scena è quasi tutta di Roman Riquelme, l’uomo che con i suoi assist ha tanto contribuito in maniera determinante alle fortune di Martin Palermo. E importa ancora meno che proprio in quel match il suo rapporto particolare con i calci di rigore aggiunga un altro capitolo.



    Infine c’è la Nazionale Argentina. Palermo non ha mai avuto troppi fans tra i Commissari tecnici che si sono succeduti in quegli anni sulla panchina dei biancocelesti. Tutti tranne uno: Diego Armando Maradona. Maradona lo stima. Palermo ha il cuore blu e oro come quello del “Diego”. E Maradona, da Commissario Tecnico, si ricorda di lui. E lo fa in una delle partite più drammatiche della storia intera del calcio argentino. Quella contro il Perù, per le qualificazioni ai Mondiali del 2010. L’Argentina ha un solo risultato possibile; vincere. Qualsiasi altro risultato vorrebbe dire perdere al 99% la possibilità di disputare i Mondiali di Sudafrica. Un disastro nazionale. Ecco come andò a finire.



    Ma tant’è … Martin Palermo è per molti solo colui che “sbagliò tre rigori nella stessa partita”… Per chiudere ecco come il popolo “Xeneizes” lo ha salutato, nel giugno del 2011, ultima partita di Palermo alla Bombonera. … e sfido a non emozionarsi … perfino se tifosi del River !

    Altre Notizie