133
(ENGLISH VERSION)

Un retroscena, l'ennesimo sull'esordio di Donnarumma. A raccontarlo è stato Sinisa Mihajlovic, ovvero chi Gigio ha deciso di farlo esordire in Serie A. "Durante la settimana precedente, Berlusconi è venuto due volte a Milanello per convincermi a mettere Diego Lopez - racconta a Il Corriere della Sera -. Io gli ho detto che aveva due possibilità: mandarmi via e mettere Diego Lopez o tenermi e vedere in porta Donnarumma. Lui mi ha tenuto. Per fortuna. Sua". L'attuale allenatore del Torino ha poi rincarato la dose: "Berlusconi per 29 anni su 30 è stato il più grande presidente di sempre del calcio. Il 30° anno è stato il mio".

DIKTAT PRESIDENZIALE - "Il Milan è stato in un momento difficile sin dall'inizio. Abbiamo perso tempo le prime 7-8 partite perchè abbiamo giocato con il 4-3-1-2, come voleva il presidente Berlusconi, anche se si capiva che non era il modulo adatto. Dopo la partita con il Napoli ho detto "basta, vado di testa mia": se mi manda via, muoio con le mie idee. E i risultati hanno cominciato a venire. Lo stesso è successo con Donnarumma".
PERSONALITA' - "Loro mi avevano preso perché ho personalità e io sono riuscito a ridare le regole e la cultura del lavoro che erano venute molto, molto meno. Tanto è vero che nessuno ha mai sgarrato e anche gli infortuni sono calati. Penso che si debba considerare tutto quello che è successo per dare un giudizio: il tempo perso all’inizio; l’esonero dopo la partita con la Juve, la migliore che abbiamo giocato; il fatto che ho lasciato il Milan in finale di Coppa Italia e in Europa League e sappiamo com’è andata a finire".


ROMAGNOLI - "Senza di me Romagnoli non sarebbe mai venuto a Milano, perché nessuno voleva spendere 25 milioni. Quella cifra era esagerata allora, ma in prospettiva non lo era. Anche quella volta ho convinto il presidente - prosegue -. Lui diceva che era troppo caro, io gli ho detto: 'pres, facciamo così, se quando vorrà rivendere Romagnoli lo fa per meno di 25 milioni la differenza la metto io; se lo vende a di più, facciamo a metà".

NIANG - "Con me ha giocato titolare, mi sono esposto io per non farlo vendere a gennaio, perché doveva andare al Leicester. Senza lui, Romagnoli e Donnarumma, il Milan oggi sarebbe meno forte. E meno ricco".