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Una beffa atroce proprio sui titoli di coda. Il Milan, capace di andare in vantaggio con Leao e di dominare la partita fino al doppio giallo di Kessie al 29°, viene prima raggiunto dalla prima rete di Griezmann dal giorno del suo ritorno dal Barcellona e poi superato dal contestatissimo rigore assegnato al 93° dall'arbitro Cakir e poi trasformato da Suarez, che non segnava in trasferta in Champions League da 25 partite e da oltre 6 anni. Dopo il ko di Liverpool, i rossoneri di Pioli incassano un'altra sconfitta che li mantiene in coda alla classifica del girone B.

I rossoneri, schierati col consueto 4-2-3-1 in cui Kessie e Rebic vincono i rispettivi ballotaggi con Tonali e Giroud, partono fortissimo e, dopo una grandissima occasione dell'attaccante croato sventata da Oblak, sbloccano il risultato col destro dentro l'area di Leao (20'). Il vantaggio galvanizza gli uomini di Pioli, che continuano ad attaccare ma perdono al 29° Kessie per un'ingenua doppia ammonizione del centrocampista ivoriano. L'Atletico Madrid, sceso in campo inizialmente con un prudente 3-5-2, con la coppia offensiva Correa-Suarez, inizia a salire di tono e soprattutto nella ripresa prende il sopravvento.

Pioli prova ad alzare il baricento dei suoi con l'inserimento di Giroud per Leao e di Ballo-Touré per un esausto Brahim Diaz, ma il Milan non riparte più e nel finale la squadra di Simeone, con in campo contemporaneamente Suarez, Correa, Griezmann, Joao Felix, De Paul e Lemar, trova i guizzi che gli consentono di ribaltare il risultato: all'84° Griezmann riceve il cross da sinistra di Renan Lodi - Florenzi lo perde - e inchioda Maignan e, nel terzo minuto di recupero, l'arbitro Cakir fischia un dubbio calcio di rigore per tocco di mano di Kalulu e Suarez non sbaglia. Una rete che gela San Siro, tornato a vestirsi a festa a 7 anni e mezzo di distanza dall'ultima notte di Champions, e regala all'Atletico 3 punti fondamentali nella corsa alla qualificazione. Il Milan resta con zero punti in classifica e tanti rimpianti: la doppia sfida col Porto diventa un appuntamento da dentro o fuori per continuare a sperare nel passaggio del turno.