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16 anni fa a Cesena esordiva Riccardino Kakà, 9 anni fa esordiva Ibra e ieri abbiamo assistito a un triste pareggio del nuovo Milan contro una squadra di Serie C, che a momenti riesce pure a vincere la partita. Segno dei tempi che cambiano, ma non per questo dobbiamo gettare la croce sulla squadra e su Giampaolo che è soltanto all’inizio del suo lungo lavoro di assemblaggio e costruzione del gioco. Quando 15 giorni fa leggendo il calendario e conoscendo le “partenze lente” di Giampaolo mettevo tutti in guardia dalle insidie del primo mese di calendario e invitavo i nuovi dirigenti del Milan a proteggere il tecnico in caso di avvio negativo, venivo tacciato di essere troppo pessimista.

Si tratta di essere realisti e obiettivi. Questo significa volere bene al Milan. Così come significava volere bene al Milan quando mettevo i tifosi in guardia dai bluff thailandesi e cinesi o quando sottolineavo l’anomala gestione societaria della coppia Fassone/Mirabelli. Anche all’epoca c’era chi vi dipingeva tutto “rosa” mentre il colore da usare per descrivere questi anni di Milan è il nero, molto più che il rosso. Diffidate di chi sta sempre a “guardia della casa” rossonera, perché l’unica cosa che “guarda” è il suo personalissimo orticello di periferia. Consci del fatto che le difficoltà di Cesena probabilmente si ripresenteranno nelle prossime partite, siamo altresì fiduciosi che Maldini e Boban faranno il bene del Milan. Anche se dovessero commettere degli errori. Sulla loro trasparenza e buona fede nessuno può adombrare sospetti.

Sul loro passato da calciatore, ovviamente soprattutto su quello di Maldini, tutti i milanisti dovranno sempre dire grazie. Ma la loro storia da dirigenti è tutta da scrivere. Siamo solo alla prima pagina. E come tutti saranno giudicati in base ai risultati. Indipendentemente dai loro metodi o dai procuratori a cui si affideranno. Se i giocatori arrivati grazie alla “mediazione” di Mendes faranno bene, saranno stati bravi. Altrimenti avranno fallito. Questo è quello che conta. Come è sempre contato. Raiola andava bene quando ci portava Ibra e Van Bommel, anche se a volte il prezzo da pagare era Didac Vila. Qui per ora Mendes ci ha portato solo Andre Silva, speriamo che gli altri siano meglio. Ma se non dovessero andare bene, ci rimetterà ancora una volta il Milan, non certo chi si farà adottare dai nuovi dirigenti.