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Gli occhi dei tifosi rossoneri erano puntati sull’esordio di Taiwo, sul cavallo di ritorno Paloschi e sul “piccolo faraone” El Shaarawy, rimasto a riposo. Quelli dei nerazzurri non si staccavano un attimo dal piede sinistro di Alvarez e da Sneijder reinventato regista. Ma, fra tante novità, tutti hanno finito spellandosi le mani per coloro che l’anno scorso li hanno fatti esultare di più: Zlatan Ibrahimovic e Samuel Eto’o. Saranno loro due a prendersi sulle spalle i compagni in vista della Supercoppa Italiana il 6 agosto a Pechino, importante non solo perché mette in palio un trofeo ufficiale, ma anche perché darà indicazioni significative in ottica campionato.

Nel frattempo, lo svedese e il camerunense non perdono l’abitudine di timbrare il cartellino. Ibra non sarebbe neanche dovuto scendere in campo mercoledì contro la Solbiatese: era arrivato in ritiro solo da tre giorni e aveva fatto appena in tempo ad effettuare le visite mediche e qualche allenamento. Invece Allegri lo conosce bene e sapeva che Zlatan non avrebbe deluso. Lo ha schierato dal primo minuto in coppia con Cassano e il fuoriclasse di Malmoe lo ha ripagato con tre gol, altrettanti assist e la solita cattiveria agonistica. Niente di nuovo quindi, a parte l’inedita coda di cavallo. Il look di Eto’o, invece, è sempre lo stesso, come la sua freddezza davanti ai portieri avversari: Bianchi della Cremonese ha raccolto due palloni in fondo al sacco. Il “re leone” in ritiro è stato il più osannato dalla gente, conquistata anche dalla sua disponibilità fuori dal campo. Più volte si è fermato per una mezz’ora abbondante a firmare autografi. «La Supercoppa sarà una grande sfida e andremo a Pechino per portarla a casa – ha spiegato qualche giorno fa Eto’o –. Negli ultimi due anni abbiamo vinto tutto perché abbiamo lavorato da squadra e siamo pronti a ripeterci». Soprattutto se lui realizzerà i 37 gol della straordinaria stagione passata.

Ibrahimovic invece metterebbe la firma per ripetere la prima metà del 2010/11, quando trascinò i rossoneri con 18 reti, mentre da febbraio a maggio ne fece solo tre. Il calo in primavera per lo svedese è una costante a cui il Milan intende porre rimedio; lo staff ha studiato un programma atletico specifico per permettergli di conservare la benzina fino a maggio. Intanto scalderà i motori nella Audi Cup di martedì prossimo a Monaco di Baviera, ultimo test prima della Supercoppa e del duello a distanza con Eto’o. Che a Pechino due anni fa, nella sua prima partita in nerazzurro, segnò un gol inutile (il trofeo fu vinto dalla Lazio) e non vede l’ora di prendersi la rivincita.