127
Rafael Leao mossa a sorpresa del Milan nel derby contro l'Inter, a distanza di un anno, con esiti ben differenti: Marco Giampaolo e Stefano Pioli hanno avuto la stessa idea, quella di schierare il portoghese come esterno di sinistra nella stracittadina, per allargare e sfilacciare la difesa di Conte. Ma tra gli esiti finali c'è un abisso, così come tra le avventure dei due tecnici sulla panchina della squadra più antica di Milano, finora.

DA GODIN A D'AMBROSIO, DA GIAMPAOLO A PIOLI - Stessa storia, stesso posto, stesso bar, come direbbe Max Pezzali: quarta giornata del campionato di Serie A, Milan contro Inter, Giampaolo contro Conte, Pioli contro Conte. La pensata è giusta: inserire Leao, che con la sua velocità può risultare fatale per il terzo marcatore nerazzurro. L'anno scorso il rivale fu Godin, fatto soffrire ma non troppo; quest'anno invece D'Ambrosio ci ha capito davvero poco, come testimonia l'assist per il raddoppio di Ibrahimovic e in generale una partita di allunghi e giocate, che ha fatto patire la retroguardia dell'Inter. Morale della favola: risultato diverso, prestazione migliore.
L'INCORONAZIONE DI IBRA E LA DUTTILITA': ALTRO CHE NUOVO NIANG! - La differenza? Un progetto tecnico ben definito e un calciatore che appare sempre più maturo: altro che novello Niang, le investiture sono arrivate direttamente dal suo allenatore, che ne apprezza la duttilità potendolo schierare sia da centravanti che da esterno, e dal suo compagno più carismatico. Pioli a fine gara. ​"Sta facendo bene ma può pretendere ancora di più da sé stesso. Deve ricercare continuità dentro la partita. C’è un lavoro di squadra che può essere migliorato. Ha le sue qualità e deve sape​ saperle sfruttare. E’ un ragazzo che deve sapere divertirsi di più in campo e deve ridere un po’ di più”. Ibra: "​È molto forte, ha un fisico quasi migliore del mio. Ha velocità, tecnica. Deve solo concentrarsi sul calcio come sta facendo. Sta giocando al Milan, qua non c’è tanta pazienza”. E se l'incoronazione arriva dal Re...