Calciomercato.com

  • Getty Images
    Milan: Maxi o Tevez, ma gli argentini...

    Milan: Maxi o Tevez, ma gli argentini...

    • M.G.
    Ci siamo. Il nuovo attaccante del Milan non ha ancora un nome certo, ma di sicuro parlerà spagnolo e sarà nato in Sudamerica. Che sia Maxi Lopez o Carlos Alberto Tevez, sempre di argentini si tratta. Un fatto strano, se si pensa al Milan di vocazione brasiliana degli ultimi 10 anni.
     
    L'Inter del Triplete ha mostrato la strada. Brasiliani e argentini non sono più come cane e gatto. Possono convivere e vincere tutto. Dunque il nuovo arrivato potrà inserirsi bene, se lo vorrà, nonostante la presenza di Pato, Robinho e Thiago Silva.
     
    Il problema, semmai, è il feeling tra gli argentini e la maglia rossonera. Non proprio un idilio, se ci riferiamo agli esempi passati. In pochi hanno fatto bene e sempre e comunque con riserva o insuccessi vari. Facciamo qualche nome? 
     
    Cominciamo dalle meteore: Leandro Grimi, Claudio Borghi, Fabricio Coloccini. Poi ci aggiungiamo Roberto Ayala, José Chamot, Ernesto "Tito" Cucchiaroni, Eduardo Ricagni. Qualcuno ha alzato anche un trofeo, sempre da comparsa più che da protagonista. Già si migliora citando Andrés Guglielminpietro, sorpresa dello scudetto 1998-99, poi scomparso nelle stagioni successive e poi addirittura passato all'Inter. Fecero benino Cesare Lovati e Ernesto Grillo, pur vincendo pochino. E che dire di Hernan Crespo, sfortunato bomber della finale di Istanbul 2005, uno dei ricordi più brutti della storia rossonera? Non bastarono i suoi gol, nel 2004-05 uno dei Milan più forti di sempre finì la stagione con appena una misera Supercoppa italiana in bacheca.
     
    In ultimo citiamo le vere delusioni, Antonio Angelillo e Fernando Redondo. Il primo, dopo aver fatto meraviglie all'Inter, si spense al Milan nel 1965-66. Undici partite, un gol, per quello che è ancora adesso il capocannoniere più prolifico di sempre in un singolo torneo a 18 squadre. Poi il prestito a Lecco e Napoli e il ritorno nel 1967-68, con tre misere prestazioni e un gol nell'anno dello scudetto. Insomma, non certo uno dei centravanti negli annali della storia milanista.
     
    Su Redondo, pagato 35 miliardi nel 2000, pesò come tutti sanno l'infortunio gravissimo al ginocchio in estate. Risultato? In 4 anni di permanenza a San Siro, appena 16 presenze senza gol. Briciole per quello che era stato una colonna del Real Madrid.
     
    Insomma, il Milan e gli argentini non vanno sempre d'accordissimo. Riusciranno Maxi o Carlitos a spezzare la maledizione? Galliani se lo augura...  

    Altre Notizie