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Il Milan di Vincenzo Montella ha probabilmente disputato ieri pomeriggio i migliori 60 minuti della propria stagione, nella sfida di San Siro poi paradossalmente persa contro la Roma: si è vista una squadra schierata in campo cum grano salis e non era difficile prevederlo, dato che tutti gli interpreti sono stati finalmente schierati nel loro ruolo (con l'eccezione, forse, di Hakan Calhanoglu). I rossoneri hanno proposto un buon calcio, sovrastando spesso i giallorossi e meritando sicuramente ai punti qualcosa in più dei rivali: la differenza l'hanno fatta l'opportunismo e lo spirito di squadra, che nella Roma è molto più tangibile ed evidente, sia perché gli interpreti sono insieme da parecchio tempo, sia perché l'allenatore ha intrapreso uno stile e un modello di gioco ben circostanziato e preciso.

Già, l'allenatore: messo sulla graticola settimana scorsa, riabilitato parzialmente dalla buona prestazione di ieri. C'è però ancora qualcosa che non torna, e lo si è evinto sia prima della partita, che dopo: al momento dell'annuncio delle formazioni, impossibile non notare la presenza di nove tra i nuovi acquisti nell'undici titolare (tutti, ad eccezione dell'infortunato Andrea Conti e del terzo portiere Antonio Donnarumma), una vera e propria risposta di Montella alle accuse nemmeno troppo velate della dirigenza e all'insofferenza dei tifosi. Ma quello che ha più colpito sono state le parole del tecnico campano in conferenza, dopo il match.

La risposta era a una domanda di un collega in merito al modulo 4-3-3, un po' accantonato da parte di Montella: "L’anno scorso siamo arrivati a 23 punti dal terzo posto. Abbiamo un'altra squadra, altri calciatori, qualcosa di diverso dobbiamo fare. Per un modulo del genere, servono esterni che fanno 12/15 gol ciascuno. Insigne fa 15 gol e Callejon ne fa 12/15 a stagione". Una palese stillettata nei confronti di Giacomo Bonaventura e Suso, lasciati ieri in panchina (l'italiano è entrato all'80', lo spagnolo addirittura è rimasto fuori per tutta la gara): un ammissione di inferiorità di alcuni interpreti rispetto al Napoli che sicuramente ha senso, ma che scarica i migliori uomini della passata stagione. Che Suso e Bonaventura non siano dei goleador è assodato, ma una frecciata del genere a due calciatori che tra l'altro non hanno nemmeno partecipato alla partita è parsa strana.

Ancor più strana se si pensa che è stato proprio Montella, anche se per necessità, a ideare il 4-3-3 che in un certo senso ha consentito al Milan di portare a casa la Supercoppa a Doha e di centrare la sesta piazza valida per l'Europa League, nella passata stagione. Una convinzione che l'allenatore ha riportato anche nella nuova annata, disputando tutte le partite fino alla trasferta di Europa League contro l'Austria Vienna con il medesimo modulo: questo significa che Montella puntava ancora sul 4-3-3 nonostante il mercato improntato al 3-5-2, Un po' di confusione, dettata anche dal momento difficile: l'allenatore italiano ha sicuramente tra le mani materiale migliore, ma che ancora non ha evidentemente imparato a gestire. Poco male, la strada intrapresa sembra quella corretta: urgono però risultati importanti e una certa ponderazione anche delle dichiarazioni. Solo così Montella potrà riprendersi il Milan. 

@AleDigio89