284
Non è stato un bel Milan quello visto all'Orogel Stadium contro il Cesena, orgogliosa formazione di serie C allenata da Francesco Modesto. Specialmente nella prima frazione di gara i rossoneri hanno patito l'aggressività dei romagnoli, rischiando anche la figuraccia in un paio di occasioni. Sono mancate le trame di gioco viste a Cardiff contro il Manchester United ma anche l'apporto di qualche protagonista molto atteso. E' il caso di Piatek, rimasto a secco come gli è capitato in tutte le amichevoli di questo precampionato.

TRA MALEDIZIONE E POCHI RIFORNIMENTI - Il centravanti polacco non merita di essere messo in discussione, è entrato fin da subito nel cuore dei tifosi rossoneri con quei 9 gol in 18 partite. Ma adesso qualcuno teme che anche Piatek sia stato contagiato dalla “maledizione di Inzaghi”. Anche questa sera non ha ricevuto i rifornimenti giusti da Castillejo e Suso, apparsi totalmente fuori dalla partita. Non che l'ex Genoa si sia mosso con i giusti tempi e la caparbietà mostrata nella sua prima stagione italiana. Servirà un giocatore diverso a Udine alla prima di campionato, anche se mancano solo sette giorni e le gambe sembrano ancora imballate. Il calcio d'agosto va preso con le pinze, anche se la scorsa estate al Genoa faceva faville, tanto da risultare il capocannoniere tra amichevoli e impegni in Coppa Italia.

PREOCCUPAZIONE GIAMPAOLO - Giampaolo è contento dell'applicazione messa da Piatek in ogni allenamento per capire i nuovi movimenti, totalmente diversi a livello concettuale rispetto a Gattuso. Ma qualche preoccupazione in vista della Dacia Arena l'ha di certo. Il mercato non ha ancora portato quel Correa tanto desiderato, Leao è arrivato da poco e ha bisogno di tempo. Sarà che è svanito l'effetto sorpresa e che i difensori gli hanno preso le misure, ma un piccolo campanello d'allarme è suonato. Toccherà a Krzysztof tornare a 'sparare' come ha dimostrato di saper fare.