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Il Milan si lecca le ferite, in attesa del potenziale riscatto: le sfide di giovedì in Europa League contro la Stella Rossa dell'interista Dejan Stankovic e il derby di domenica contro l'Inter, balzata improvvisamente al primo posto in classifica a +1, saranno snodi cruciali della stagione dei rossoneri, per capire se possono essere protagonisti fino alla fine nella lotta scudetto o se devono iniziare a guardarsi da chi sta dietro, in ottica qualificazione alla prossima Champions. Sul banco degli imputati, dopo la cocente sconfitta del Picco contro lo Spezia, è salito per la prima volta in stagione anche Stefano Pioli: il tecnico, già imperfetto nella formazione schierata contro l'Atalanta, ha sbagliato quasi tutte le scelte, a partire dalla preparazione della gara, per proseguire con l'undici titolare e concludere con i cambi. 

I CAMPANELLI D'ALLARME E UN 2021 AMARO: I NUMERI - Una squadra spenta, molle, sulle gambe e incapace di reagire ai dominanti liguri di Italiano: un Milan lontano parente della splendida squadra ammirata per tutto il 2020. anche se da inizio 2021, prima della debacle di domenica, campanelli di allarme ce n'erano stati. Complice anche il richiamo di preparazione in vista della seconda parte di stagione, complici le due settimane libere, sono arrivati i ko senza storia contro Atalanta, Spezia e Inter in Coppa Italia, ma anche prestazioni poco convincenti contro Bologna e nella prima parte contro il Crotone. Finora, nell'anno nuovo, il bilancio parla di 5 vittorie, 1 pareggio (Torino in Coppa Italia) e 4 sconfitte (Juve, Atalanta, Spezia e Inter). In poco più di un mese sono arrivate le stesse cadute che nell'anno precedente,

GLI ERRORI DI PIOLI: L'UNDICI INIZIALE E L'IMMOBILISMO NEI CAMBI - A deludere, questa volta, è stata la scelta degli uomini da mandare in campo dal 1': sono stati schierati i titolari sulla carta, non i giocatori che stavano meglio dal punto di vista fisico. Errore capitale, contro una formazione ben organizzata e dalla grande carica agonistica: la scelta di inserire tutti assieme dall'inizio i rientranti Kjaer, Bennacer e Calhanoglu, come se si trattasse solo di una prova generale in vista del derby, non ha convinto affatto. Come quella di non cambiare qualcosa al 45', dopo un primo tempo in balia della buriana spezzina: solo la fortuna aveva salvato il Milan dallo svantaggio, che è prontamente arrivato nella seconda frazione, dopo che l'allenatore rossonero aveva scelto di non intervenire, né dal punto di vista del modulo né da quello degli uomini. Il canovaccio della gara andava cambiato in qualche modo e l'immobilismo di Pioli ha meravigliato.
INTERPRETI FUORI FORMA E L'ATTACCO ABULICO, TRANNE IBRA - Come sta meravigliando la scelta di puntare su interpreti palesemente fuori forma, come Alexis Saelemaekers, abulico da quasi un mese. Senza parlare dell'attacco che, a parte Ibrahimovic, non riesce più a mordere: per lo svedese 14 reti finora, come tutti gli altri giocatori offensivi messi assieme (Leao 5,Rebic 4, Saelemaekers 2, Diaz 1, Castillejo 1, Calhanoglu1, Mandzukic 0). 

IL 'LIMITE DELLA SECONDA STAGIONE' -
Capitolo a parte merita poi l'evidente sottovalutazione del match, che assieme all'aspetto fisico ha fatto la differenza, per quanto negata dal tecnico dopo la palese ammissione del capitano Romagnoli ai microfoni della tv tematica. Inizia nella testa dei tifosi rossoneri un brutto presentimento: non è che il "limite della seconda stagione", con la fatica di Pioli a confermarsi dopo una prima annata brillante, sia con la Lazio che con l'Inter, sta facendo capolino anche nella Milano rossonera? Il rischio non è ammesso: vista la classifica molto corta, si fa presto a scivolare dal primo al quinto posto. Il Milan, per la prima volta da due anni, ora ha davvero paura. 

@AleDigio89