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Ci siamo. Finalmente è il grande giorno. Stasera, alle 20.45, il Milan ritroverà i suoi tifosi a San Siro. Il ritorno del pubblico allo stadio ha portato bene all’Inter, nonostante la complicata situazione societaria, alla Roma e alla Lazio, mentre ieri lo Stadium di Torino ha dovuto assistere e fischiare la clamorosa débacle della Juve. Oggi tocca alla Curva Sud di Milano. Saranno in 35 mila a San Siro a spingere il Milan verso la seconda vittoria stagionale contro il Cagliari. Il Meazza ribollirà di un entusiasmo che non si vedeva da tempo, in un ambiente dove ormai si erano quasi abituati alla rassegnazione. Oggi poi, ci sarà un motivo in più per andare allo stadio: l’esordio, davanti ai suoi nuovi tifosi, del nuovo numero 9 rossonero, Olivier Giroud. Sarà in tutto e per tutto la prova del 9.

DA CAGLIARI A CAGLIARI - Si è detto molto del fatto che gli stadi vuoti abbiano inizialmente aiutato il Milan a prendere fiducia, ma anche di come, una volta trovata continuità, avere San Siro pieno sarebbe stato un’arma in più. Lo sarebbe stato, ad esempio, in quel Milan-Cagliari alla penultima giornata di campionato, che aveva rischiato di vanificare una stagione fantastica, conclusa, per loro fortuna, con il tutt’altro che scontato exploit di Bergamo. San Siro invece era vuoto. L’atmosfera era surreale, l’aria di vetro, il silenzio assordante. Regnava la paura di non farcela. Il tifo avrebbe certamente rotto quest’atmosfera, reso tutto più reale, distratto i giocatori dal terrore di buttare via una stagione non riuscendo a fare un gol ad un Cagliari già salvo.
LA CARICA NELLA SCORSA STAGIONE – Non si poteva entrare allo stadio, è vero, ma il supporto della tifoseria al Milan di Pioli non è mai mancato, anzi. Fuori dallo stadio, a Milanello, lungo i tragitti del pullman, anche quando non si sarebbe potuto per le regole del distanziamento sociale, i ragazzi di Pioli sono sempre stati accompagnati e caricati prima delle partite decisive: una scarica di adrenalina, l’hanno spesso definita, che certamente ha aiutato a sfornare quelle grandi prestazioni a cui ci hanno abituato nella scorsa stagione.

PRESSIONE O UOMO IN PIÙ - Ora però sarà diverso. Quei ragazzini che avevano finito per spazientire San Siro prima del lockdown del 2020 ora tornano nel loro stadio, per la prima volta pieno, da uomini, da calciatori e soprattutto da idoli, non più da zimbelli. Si sono guadagnati il rispetto, hanno entusiasmato, ma ora arriva il banco di prova più importante in questo senso. La tifoseria del Milan ci mette fin troppo poco a ritrovare l’euforia - basti pensare a quei 60 mila di Milan-Craiova dopo il ritorno in Europa e la faraonica campagna acquisti di quell’estate cinese – ma allo stesso tempo, certi errori la fanno borbottare, rumoreggiare e, quando arriva al limite dell’esasperazione, esplodere in un omogeneo, assordante, penetrante fischio, come succedeva con Suso, Calhanoglu e Piatek, che però oggi non ci sono più. Oggi San Siro sarà pieno tutto per il nuovo giovane Milan. Rappresenterà un motivo di enorme pressione, ma, se sapranno reggere l’impatto emotivo, sarà l’uomo in più in questa stagione, in campionato e, soprattutto in Champions, quando i giovani del Milan, alla loro prima esperienza nell’Europa che conta, avranno bisogno di essere trascinati, sospinti, aiutati a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Parte tutto da oggi.