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Dentro o fuori. A metà settembre l’Europa non concede alternative e stasera, quindi, sapremo subito se quest’anno il Milan potrà ancora viaggiare al di fuori dell’Italia, oppure se dovrà rassegnarsi ad aspettare tempi migliori. Con una certezza che sembra una beffa dopo il grande finale del campionato scorso, perché se i rossoneri fossero arrivati al quinto posto, invece che al sesto, adesso non dovrebbero sottoporsi a questa specie di rischiatutto rappresentato dai preliminari, stasera e se poi andrà bene tra una settimana, in un’altra gara secca. Ma ormai è inutile recriminare e quindi, dopo aver inseguito per tutta la stagione un posticino in questa Europa di seconda classe, guai se il Milan uscisse subito. Sarebbe un contraccolpo durissimo, per almeno tre motivi: il morale, i mancati introiti e le prospettive stagionali, per cui non basterebbe neppure la magrissima consolazione di dedicare tutte le energie al campionato all’inseguimento di un posto per partecipare alla prossima Champions League. 

L’Europa League, infatti, non è un punto d’arrivo, ma un punto di ripartenza per tornare a respirare il clima europeo, dopo una stagione di assenza per scelta della società, con l’obiettivo di andare il più lontano possibile, sicuramente più di due anni fa quando la squadra di Gattuso fu eliminata ai gironi dall’Olympiacos. Il Siviglia, che la stagione scorsa partiva come il Milan dall’Europa League e non era stato retrocesso dalla Champions come l’Inter, ha dimostrato ancora una volta che si può correre su due fronti e infatti è arrivato fino in fondo nelle due competizioni, vincendo la coppa, dopo essersi già qualificato per la prossima Champions grazie al quarto posto in campionato. Questo esempio deve servire per la nuova stagione del Milan, mentre per la gara di stasera, deve essere un avvertimento quello che è successo al Benfica, eliminato dal Paok Salonicco nel preliminare di Champions, in una gara secca come quella che attende i rossoneri a Dublino.

Anche il Milan, come il Benfica, teoricamente è superiore agli avversari, ma ha fatto bene Maldini a dire che è preoccupato perché il blasone e il passato non contano. Gli irlandesi dello Shamrock Rovers, infatti, tecnicamente sono inferiori al Milan, ma al contrario dei rossoneri partono con il vantaggio di essere rodati atleticamente dal campionato in cui sono già al comando con 8 punti di vantaggio sul Bohemians, tra l’altro dopo avere eliminato nel precedente preliminare di Europa League i finlandesi dell’Ilves. Mai come stasera, quindi, il Milan si aggrapperà a Ibrahimovic, che dovrà trascinare con la sua esperienza lo stesso Milan di pochi mesi fa, senza i nuovi acquisti visto che Tonali non è ancora pronto per giocare dall’inizio ma anche senza l’infortunato Romagnoli, lo squalificato Rebic e Leao, bloccato dal covid. I rischi ci sono, inutile negarlo, per cui dovrà essere bravo Pioli a preparare nel modo migliore la partita, con i cambi giusti al momento giusto, perché anche lui non può fallire al suo debutto europeo sulla panchina del Milan. Come sempre, infatti, conta il risultato e quindi niente alibi. Bene o male, a costo di qualificarsi ai rigori, il Milan deve andare avanti in Europa. Perché in caso contrario non sarebbe servita a niente la rincorsa in campionato.