214
Eppure io il Milan di Giampaolo l’ho visto. Poi è scomparso. Non sono allucinazioni ma le partite pur amichevoli, che ho commentato per Sportitalia contro Benfica, Bayern Monaco e Manchester United hanno mostrato una squadra organizzata, propositiva, rapida nel pensiero, feroce nel pressing. 

Riferisco un aneddoto. Proprio alla fine del match che ha visto il Milan pareggiare con gli inglesi, qualche giocatore dei Red Devils ha avvicinato un collaboratore di Giampaolo, già una volta nello staff dello United, chiedendo: "Ma giocate sempre così?". Oggi la risposta è una sola: "Purtroppo no!". Quella squadra, quella filosofia, quel modo di intendere il calcio sembra sia presto scomparso, fin dalla partita di Cesena. In quattro incontri i rossoneri hanno tirato in porta, in maniera pericolosa, non più di 4/5 volte, realizzando due gol, ma dando l’impressione di non essere mai pericolosi a causa di una manovra lenta e perimetrale. Da che cosa sia dipesa questa involuzione così rapida, inaspettata e soprattutto non giustificata non riesco a comprenderlo. 

Anche la partita di Verona non ha certo divertito i tifosi del Milan, ai quali Giampaolo chiede tempo e pazienza. Il popolo rossonero potrebbe anche capire le richieste del tecnico, anche se gli ultimi anni sembrano aver totalmente esaurito, nell'ambiente milanista, i due atteggiamenti propositivi voluti appunto dall'allenatore. Il problema sorto in queste ultime settimane è però  un altro, figlio di partite troppo uguali una all'altra. Il tempo e la pazienza sarebbero anche concessi se si vedesse una crescita, magari graduale, magari lenta, nel gioco del Milan. Se fossero inseriti, sempre con raziocinio, i nuovi acquisti che potrebbero regalare qualche emozione e una nuova spinta emotiva agli appassionati. Purtroppo invece non si nota alcun miglioramento a livello di velocità dell’azione, di efficacia nell'azione offensiva. 

Nemmeno contro il Verona poi, che non appartiene ai top club del campionato, si è ritenuto di inserire qualche rinforzo. Bennacer è sempre il miglior giocatore della Coppa d’Africa, Theo Hernandez, pur in uno spezzone, avrebbe potuto trovare spazio, come Rafael Leao. Non voglio cadere nel solito giochetto di criticare l’allenatore per le scelte. Al Bentegodi, per esempio, ha inserito Paquetá nel ruolo che molti, io per primo, pensavano fosse il più consono alle sue qualità, ma senza risultati apprezzabili. 

Sembra che Giampaolo sia ancora alla ricerca di un filone di gioco efficace e degli interpreti più adatti. Appena si cominceranno a notare passi avanti, sono sicuro che i tifosi del Milan concederanno tutta la pazienza e il tempo richiesti dall'allenatore. Oggi diventa certo più difficile, anche se i sei punti in classifica permettono di lavorare con una maggiore serenità. Teniamoci un dato molto positivo che svilupperò magari in maniera più approfondita venerdì. La difesa ha subito un solo gol. Meglio si è comportato solo il Milan di Capello nella stagione ’93-’94 con zero reti nelle prime tre partite. Era la squadra di tutti i record!