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Parole, parole, parole! Quante parole gettate al vento sulla filosofia del fondo Elliott, su Gazidis e sulla probabilissima nuova guida tecnica, Ralf Rangnick. Il Milan, si urlava, punta solo sui giovani, vuole solo realizzare plusvalenze, cederà i suoi pezzi migliori per finanziare la campagna acquisti. Poi vengono i fatti, ineluttabili e incontrovertibili fatti. A gennaio viene immesso  nella rosa un giocatore classe 1981, Zlatan Ibrahimovic, non più giovanissimo ma tanto tanto bravo a livello tecnico e carismatico. Insieme a lui,  un difensore scartato dall’Atalanta, Simon Kjaer, nato nel 1989, oggi un pilastro della squadra di Stefano Pioli, implacabile nella marcatura ma addirittura splendido quanto a precisione e sicurezza nell’appoggio corto e lungo ai compagni. La prima fonte di gioco.

Sempre a gennaio lasciano il gruppo Suso e Piatek per una somma totale di 48 milioni circa, senza grandi rimpianti, mi sembra, nel cuore dei tifosi. Veniamo al presente e al futuro. Beh, è generale convinzione che Rangnick voglia solo allenare una squadra con una età media dai 22 ai 24 anni.  La  prima risposta ,  per rafforzare il Milan ’20-’21 è  il riscatto del suddetto Kjaer. Ripeto l’età , 31 anni.  Ma non doveva essere un Milan di imberbi,  “con i giovani tanto non si vince?".  Intanto con Romagnoli e Kjaer si è blindato il centro della difesa. Dietro di loro, giocherà un portiere che anche ieri, dopo le sbavature  di domenica a Napoli, ha salvato i tre punti grazie alla parata decisiva su Inglese.
A sentire i bene informati, come ogni anno da tre stagioni, Donnarumma avrebbe dovuto essere sacrificato per alimentare il prossimo mercato. Non pare proprio che via sia intenzione di cederlo, perché fino ad ora i pezzi pregiati vengono considerati  incedibili, eccetto che davanti a una offerta indecente. Quella che ha visto, per esempio, Pogba lasciare la Juventus o forse  Lautaro salutare  l’Inter, se il Barcellona  però si presenta con 100 milioni cash. E allora dove voglio arrivare?  Solo invocare  calma, un po’ di equilibrio nei giudizi e  sottolineare inoltre  che le tante ipotesi dette e lette  si sono rivelate, fino ad ora, fallaci. Pronto a immergermi nella cenere se il Milan della prossima stagione fosse composto solo da giovani  giocatori  non all’altezza del blasone del club, ma l’incipit non è questo. 

Chiudo ricordando che il valore di Kessie, dal mio ultimo articolo - quando sostenevo, fra qualche battuta ironica, che l’ivoriano  stia avviandosi a diventare uno dei migliori centrocampisti in circolazione - continua a aumentare. Giocasse nel Newcastle, il suo valore si aggirerebbe intorno ai 40/50 milioni. Ma il Milan non lo vende, perché sta apprezzando non solo il suo fiuto del gol, ma anche la continuità di rendimento. Mi sembra un buon punto di partenza pensare al futuro Milan con Donnarumma in porta, davanti a lui Romagnoli e Kjaer, protetti da Kessie e  Bennacer, bravi anche a alimentare l’azione offensiva. Tutto questo senza che la campagna rafforzamento sia ancora cominciata. Ma intanto voglio pensare soprattutto al presente e gustarmi  il bel Milan dai diciassette punti in sette  partite!