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Non porterà punti in classifica, non aiuterà a vincere le partite, ma un altro segno incisivo che il Milan stia tornando ai suoi livelli è la firma dell’accordo con la BMW. Dopo la fine della sponsorizzazione con la Audi, gli anni in campo, complicati, difficili, collosi possono essere certamente paragonati agli insoddisfacenti risultati sul piano delle sponsorizzazioni. La firma con BMW rappresenta dunque il ritorno a quel fascino che il club rossonero ha sempre esercitato sul mercato.
Sono certamente altri i contratti che i tifosi del Milan vorrebbero però sottoscritti in questo periodo di voci, controvoci, rumors e ipotesi. Passano le settimane, ma, nonostante i tanti mormorii, poco, anzi quasi nulla, sembra cambiato per quanto riguarda le trattative con Gigio Donnarumma e Hakan Calhanoglu.

Ribadisco per posizioni. Il Milan, non ieri, ma già qualche mese fa, ha inviato un’offerta di 8 milioni di euro, bonus compresi per il portiere. Il 30% superiore alla precedente. Non ha avuto ancora una risposta ,ma sembra che la richiesta oscilli dai 10 ai 12 milioni. Non si è discusso ancora sulla durata del contratto né di eventuali commissioni. Tutto è fermo qui, sempre in attesa di un eventuale segno da parte degli agenti di Donnarumma, ma il Milan vuole trovare una qualsivoglia soluzione prima del Campionato Europeo.

Questione Calhanoglu. Anche nel caso del giocatore turco, i dirigenti milanisti hanno aumentato del 30% il precedente ingaggio, portandolo a 4 milioni di euro fino al 2025. Gli incontri con Gordon Stipic, agente di Hakan, sono stati interlocutori. Sembra che il numero 10 milanista non voglia scendere sotto i 5 milioni, qualcuno parla anche di 6 milioni, ma a queste condizioni sarà difficile l’intesa. Entrambi, altra voce ricorrente, non vorrebbero lasciare il Milan, ma con questa differenza tra domanda e offerta, per ora, non si vedono spiragli. Questioni che, ripeto, verranno risolte solo a fine campionato.
Veniamo ai contratti in scadenza nel 2022. Per Calabria, oggi fermo a 1,1 milione di euro, si dovrebbe chiudere a 2 milioni, ben meritati per uno dei difensori più positivi del campionato. Vorrebbe anche il doppio, anzi più del doppio, Franck Kessiè, che pretenderebbe di essere equiparato, come ingaggio, ai più forti centrocampisti europei. Da 2,2 dunque a oltre i 4 milioni. Differenza molto alta, ma non pare esistano soluzioni per i plenipotenziari del mercato. Kessiè deve essere assolutamente confermato, ma non saranno incontri facili.

Veniamo infine a Alessio Romagnoli, oggi con un contratto di 3,5 milioni di euro. Si è letto di una richiesta di 6 milioni, che pare francamente inaccettabile per le casse rossonere. Non ho approfondito la questione, ma mi pare difficile credere a una indiscrezione del genere. Fosse così, ma ripeto non lo voglio credere, sarebbe non una richiesta, ma quasi una provocazione. Personalmente spero che una soluzione venga trovata, perché cedere Romagnoli, oltre che per suo il valore e la sua l’esperienza, significherebbe essere costretti ad andare sul mercato per acquisire un altro difensore di piede sinistro. Merce rarissima a prezzi sopportabili. Il Milan potrebbe certo andare su un giovane, ma già con Gabbia e forse Tomori, meglio contare su un difensore esperto da affiancare a Kjaer. Stefano Pioli lo ha già in rosa e si chiama appunto Alessio Romagnoli.

Considerazione finale. Non è certo positivo per il bilancio l’aumento del monte ingaggi, ma può avere un risvolto molto gratificante. Significherebbe infatti che i giocatori stiano alzando il loro valore e che siano protagonisti in un Milan europeo, tornato in alto dove vuole la sua Storia e il suo Blasone. Ingaggi bassi spesso equivalgono ad assenza di coppe e trofei. Grazie, già dato!