Si fa presto a dire che Milinkovic-Savic è in crisi. Un mondiale andato malino alle spalle, le tentazioni forti del mercato estivo e otto giornate di campionato senza brillare: un solo gol, un solo assist (entrambi nella partita casalinga col Genoa, vinta 4-1). Eppure lo scorso anno il suo inizio non fu poi tanto diverso. Anzi, dati alla mano, fece leggermente peggio: soltanto un gol nelle prime otto gare, senz' ombra di assist. Si sarebbe sbloccato di lì a poco in Europa League, il 19 ottobre, segnando una doppietta contro il Nizza (più assist), tanto da arrivare alla fine del campionato con un bottino personale di ben 12 reti (10 da novembre in poi). Dunque keep calm, in generale. Non è mica diventato scarso tutto in un colpo. Nondimeno il pubblico dell’Olimpico ha iniziato a mormorare, quando Sergej esagera. Quando eccede nei leziosismi. Il tifoso laziale non sembra disposto ad attendere la sua miglior condizione, quasi che si fosse rotto qualcosa. C’è un po’ di impazienza. D’altro canto Milinkovic-Savic ogni tanto se le cerca.

Facendo un rapido confronto con giocatori che, per quanto diversi da lui, ricoprono più o meno lo stesso ruolo
(o almeno la stessa funzione di centrocampista offensivo), ci si accorge di come sotto alcuni aspetti specifici il serbo sia sotto rendimento. Al di là dei gol segnati finora, prendiamo il Ninja: si dice che il belga sia partito piano, ma pur avendo giocato una partita in meno (6 anziché 7), ha effettuato lo stesso numero di tiri di Milinkovic (12), centrando lo specchio una volta in più (4 vs 3). Ora Bonaventura: a differenza di Sergej, il rossonero ha calciato ben 19 tiri, di cui 9 diretti in porta. Quanto alla distribuzione, il giocatore della Lazio è quello che ha la peggior percentuale di passaggi riusciti (79%, contro l’83% del Ninja e il 90% di Jack). Ne fa anche di più a partita, se è per questo: molti di più rispetto a Nainggolan (51, 63 vs 41, 46) ma non così tanti di più rispetto a  Bonaventura (49,73).
 
 
IL PUBBLICO MORMORA – Il pubblico dell’Olimpico però, giusto domenica contro la Fiorentina, si è fatto sentire soprattutto in questa situazione di gioco. Non proprio per un passaggio sbagliato, ma per un leziosismo inutile e inefficace, effetto ritardato di una scelta semplice ignorata o -piuttosto- snobbata. Pressato da tre uomini nella propria metà campo, Sergej potrebbe servire Caicedo lungo un corridoio diagonale. Con una sponda ben fatta dall’attaccante, la Lazio sarebbe potuta salire sul lato debole (con Parolo o Marusic).  



Milinkovic invece ha preferito fermare il pallone con la suola, resistendo alla carica, per poi provare un colpo di tacco per il quinto di sinistra. Che però non c’era. 



TOCCO IN PIU’ – Poco dopo, sempre a inizio ripresa, Sergej viene pescato tra le linee da Immobile, mentre la Fiorentina è messa male. Caicedo giustamente parte verso la porta, Lulic accompagna in fascia. Tutti si aspettano l’esterno magico di Milinkovic sulla corsa del centravanti ecuadoriano, ma lui fa un tocco in più. Caicedo allora va in fuorigioco e il serbo esegue in ritardo la giocata prevista, finché il pallone non arriva addirittura a Lafont, mentre Lulic si lamenta col compagno.   



BLACKOUT TECNICI - Passiamo al derby. Questi ritardi, queste giocate ‘non a tempo’ si son viste anche contro la Roma. Così come qualche blackout tecnico in ricezione o in conduzione. Ecco un esempio del secondo caso. Siamo quasi a fine gara, e Milinkovic riceve da destra un pallone prezioso. Grazie a un primo controllo ben fatto si trova di fronte la linea stretta della Roma, avanza palla al piede.  

Sennonché se la allunga sul più bello e va a stamparsi contro il rinvio di Fazio. 



CHI TROPPO VUOLE.. – E’ chiaro che si sta parlando di errori tecnici strani per un giocatore ipertecnico come lui. Potremmo racchiudere l’inizio di stagione di Milinkovic in un’azione tanto strepitosa quanto inconclusa, avvenuta nel primo tempo di Lazio-Frosinone. Dopo aver chiesto un uno-due quasi di spalle a Immobile (grandissima idea), il centrocampista serbo si è trovato a tu per tu con il portiere dei ciociari e ha provato a batterlo con una puntata in stile calcetto. Palla fuori sul primo palo, figuraccia. Una trovata da campetto non proprio adeguata al momento delicato che stava attraversando la Lazio, dopo le prime due sconfitte in campionato.     



QUANDO INVECE ZIDANEGGIA – Attenzione però a non esagerare. Le sue performance non sono state ‘pessime’ come qualcuno ha detto. Milinkovic in realtà si è già acceso, anche nel derby. Certo deve ancora trovare la miglior condizione fisica e mentale. Quando ‘Zidaneggia’ infatti è sempre uno spettacolo. Ecco una protezione del pallone da dieci sull’ esile Pastore, con tanto di suola e mezza veronica. 



Come poi sia riuscito, una volta girato, a far passare il pallone tra Nzonzi e Santon, lanciando Lulic, è un mistero della tecnica. Serve dunque un atto di fede: Milinkovic-Savic tornerà a dominare