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Il paziente è grave, verrebbe da dire. E il problema è che, indipendentemente dal fatto che si riesca a centrare l'obiettivo minimo dei playoff (magari da testa di serie), questa Italia va guardata soprattutto in prospettiva e senza focalizzarci esclusivamente sul Mondiale. Certo, fallire quell'appuntamento che abbiamo sempre raggiunto (ad eccezione dell'edizione 1958) sarebbe una mazzata tremenda per la credibilità di un movimento che viene da due eliminazioni consecutive al primo turno, ma il futuro se possibile è ancora più cupo. E non è pensabile, oggi di affidarlo a Giampiero Ventura nonostante il recente rinnovo fino al 2020.

CONFUSIONE TOTALE - Nemmeno un impegno sulla carta agevole come il match interno con la Macedonia è stato sufficiente a centrare l'aritmetica certezza dell'accesso degli spareggi, da conquistare anche solo con un pareggio in Albania. Ma a lasciare ancora più basiti è l'assenza totale di gioco e di un'identità tattica ben definita, a causa anche delle continue variazioni di modulo di Ventura, che aveva iniziato col 3-5-2 di contiana memoria e ha finito col 3-4-3 di ieri una volta resosi conto dell'insostenibilità del 4-2-4 con determinati interpreti. Segnali di una confusione tangibile nella mente del ct, che ha in parte ragione ad appellarsi agli infortuni che non gli consentono di lavorare mai sullo stesso undici tipo e allo scarso impiego di alcuni giocatori scesi in campo nell'infausta notte di Torino, ma che ha la responsabilità di aver mandato in campo ieri una squadra mai così povera di talento al cospetto di un avversario molto inferiore e di continuare a parlare dell'eventualità del fallimento imputandolo a vari fattori (poco tempo, scarso valore del campionato, lavoro del suo predecessore) senza assumersi la benchè minima responsabilità.

IL GRUPPO LO SEGUE? - Quasi arrendevole al momento di rischiare per blindare la qualificazione, così come era stato enormemente presuntuoso nello schierare una formazione eccessivamente sbilanciata contro la Spagna. Un ko che, Buffon dixit, ha minato molte delle certezze che questa Nazionale aveva acquisito tra tante difficoltà. Da guida dello spogliatoio, il recordman di presenze in azzurro ha lanciato più di un segnale negli ultimi mesi al ct, che sembra non incassare la fiducia totale del suo gruppo. E la Federazione che dice? Dopo avergli rinnovato a sopresa il contratto a prescindere dai risultati che saranno ottenuti, avrebbe la forza di resistere alle pressioni mediatiche e fare una clamorosa marcia indietro se il nostro avversario ai playoff fosse più complicato del previsto? La Croazia, dopo il clamoroso pari con la Finlandia che rischia di compromettere il cammino verso Russia 2018, ha optato per una scelta drastica, cacciando il ct Cacic a pochi giorni dalla sfida decisiva con l'Ucraina.

E l'Italia cosa dovrebbe fare? Dopo la disastrosa partita con la Macedonia, sarebbe giusto mandare via subito Ventura per dare una scossa e non rischiare nulla in Albania o in previsione degli spareggi di novembre?