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José Mourinho è pronto ad iniziare la sua nuova avventura alla guida della Roma, dopo l'arrivo di due giorni nella Capitale. In attesa della partenza ufficiale della stagione, lo Special One continua a fornire le proprie opinioni sull'andamento di Euro 2020 per Talksport e non è poteva mancare ovviamente un parere sul gravissimo infortunio subito da Leonardo Spinazzola.

L'INDIZIO - "L’Italia ha perso Spinazzola. È terribile per loro, ma immaginate quanto lo sia per me, che non lo avrò per circa sei mesi. Emerson Palmieri è un buon giocatore, con esperienza. Ma Spinazzola stava giocando in modo incredibile", ha dichiarato l'allenatore portoghese. Frasi che assumono una valenza anche in prospettiva del calciomercato, visto che proprio Emerson Palmieri è uno dei calciatori a cui il club giallorosso guarda per la sostituzione di Spinazzola, che sarà operato nelle prossime ore in Finlandia per la rottura del tendine d'Achille della gamba sinistra.

LO SCONTRO - Di diverso tenore e più rivolte al suo modo di allenare e di gestire il gruppo le parole raccolte dall'amico scrittore Joao Gabriel, autore del libro "Rimanere pazzi e affamati", e rilanciate da Record: "Ho problemi con i giocatori egocentrici, quelli che antepongono gli interessi personali a quelli della squadra. Per me è più difficile comunicare con loro". Tra questi figura anche Cristiano Ronaldo, protagonista di uno scontro verbale con Mourinho ai tempi del Real Madrid: "Eravamo all'ultimo minuto di una partita con il Valencia. Venivamo da due pareggi consecutivi, ma stavamo vincendo 2-0 quella gara. Ronaldo perse palla dopo aver provato un dribbling su João Pereira e stava quasi per regalare un gol al Valencia. Gli dissi che dopo due pareggi era diverso vincere 2-0 o 2-1. Non gli piacque quello che gli dissi, ma non fu niente di speciale".
MY WAY - A proposito del suo modo di rapportarsi con i propri calciatori, Mourinho aggiunge: "Non mi piace la parola 'criticare', preferisco la parola 'coaching': io guido, correggo, non critico. Ma so che per i calciatori sarà sempre una critica. Se non fai il tuo lavoro al massimo, però, credo che sia meglio fare le valigie e lasciare la tua posizione. L'ho sempre vista così". Nelle confessioni e Joao Gabriel, c'è spazio anche per l'autocritica dello Special One: "Sono stato vittima di me stesso. Ero entrato nella dinamica del 'vinci, vinci, vinci', una dinamica che può portarti al fallimento. Se potessi tornare indietro, la cambierei prima. Ho vinto, vinto e vinto. E sono entrato in quella dinamica secondo la quale se non vincevi era la fine del mondo. A causa della mia personalità, ho sempre promosso questo: si fa sempre tutto per vincere, vincere e vincere ancora. Ma quando arrivavo in situazioni in cui era molto difficile farlo non lo accettavo, a differenza di altri allenatori".