A sei giornate dalla fine la prima in classifica perde contro una "piccola" e la seconda le guadagna tre punti. E allora? Allora niente. Può succedere altre cinque volte di fila e non cambia niente, una enormità di cui, sfiniti dalla permanente potenza della Juve, abbiamo smarrito le esatte proporzioni. Lo scudetto è già cucito sulle maglie juventine da quel dì, da inizio anno calcistico. Juventus otto scudetti di fila, praticamente nove. Per lo scudetto quest'anno praticamente non si è giocato, assegnato in partenza. Assegnato per manifesto divario tra la Juventus e il resto d'Italia. Manifesto e subito manifestatosi il divario, non c'è stata storia, non c'è stata partita, non c'è stato campionato per lo scudetto. Talmente vero che la stessa Juventus lo scudetto lo ha considerato ultimamente una sorta di distrazione rispetto alla cosa che conta: la Champions.

Abbiamo tutti accettato come normale una cosa davvero eccezionale: una squadra che mette in guardia se stessa dal non distrarsi troppo nel conquistare e festeggiare uno scudetto. Cosa eccezionale che è diventata normale nel campionato italiano, a farla diventare normale appunto il divario, la differenza, la superiorità della Juventus rispetto a tutti gli altri. Ottavo scudetto consecutivo scritto e predetto dalla rosa dei giocatori juventini, scudetto assegnato dal campo per manifesta superiorità praticamente da subito. E sia, onore al merito juventino. Anzi, complimenti. E vada per l'ottavo scudetto di fila...Il fatto è che non sono otto, sono praticamente nove. Già, nove. Perché la Juventus ha già praticamente vinto anche il prossimo scudetto. Diciamo ottanta per cento? Facciamo novanta. E quel dieci per cento lo lasciamo solo perché si vuol stare sul prudente nella previsione. Già, nove scudetti di fila perché la Juventus ha insieme in squadra alcuni tra i più forti in assoluto e si è messa in condizione di avere anche i più forti tra i giovani. E perché si va a prendere i forti che non ha, ha già fatto non solo campagna acquisti, ha già programmato anni di acquisti. E poi, chi se non la Juventus per il prossimo scudetto? Il Napoli ha cinque/sei uomini da tenere e con cui ripartire. Ma ne ha altrettanti a fine corsa. Il Napoli è squadra da assemblare. Lo faranno bene, ma per un Napoli eventualmente riassemblato alla grande il prossimo potrebbe essere l'anno trampolino per uno scudetto. Non l'anno della conquista, non sembrano esserci le condizioni. La Roma? Qui c'è da rifare molto più che a Napoli. Il Milan, l'Inter? Le due squadre di Milano appaiono a dimensione ritrovata di terzo, quarto, secondo posto. Più in là proprio no. E tutto questo perché il divario così enorme con la Juventus quest'anno non è che sparisca in un'estate, neanche indovinando un allenatore o comprando un paio di, come si dice, top player (sempre che accada).

Magari sarà solo suggestione indotta dalle immagini del Gran Premio di Cina F1, magari sarà solo paragone suggerito da come sono andati i primi tre Gp della stagione e da come va da anni e anni in F1, la Juventus è come la Mercedes: arriva sempre prima. E alle altre squadre della Serie A il paragone con la Ferrari suoni come complimento. E' che alla fine uno si stufa un po', magari solo un po'. Otto scudetti di fila, l'ultimo campionato praticamente con lo scudetto non in palio, il prossimo...idem. Otto scudetti di fila, praticamente nove. Al decimo che facciamo, azzeriamo?