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Anche se l’ allenatore di nome fa Gennaro a Napoli questo miracolo non gli è riuscito. La squadra di Gattuso è finita fuori ai sedicesimi di Europa League contro un avversario che in altri tempi sarebbe stato eliminato senza tanti problemi. Ha vinto 2-1 al “Maradona”, il rimpianto è tutto per la meritata sconfitta (0-2) dell’andata. E’ la prima squadra italiana, nella fase a eliminazione diretta, a lasciare l’Europa e anche questo è un brutto segnale di una stagione che per il Napoli sta diventando sempre più deludente. Al contrario del Granada che, forte del 2-0 dell’andata, prosegue il suo cammino in Coppa.

SUBITO IN GOL - Eppure l’avvìo è stato come il Napoli sognava. Tre minuti e gol. Splendido attacco centrale di Zielinski, dopo un pallone recuperato a metà campo da Bakayoko su errore di Yan Eteki, e il tocco di Insigne: palla sul destro, palla sul sinistro, il taglio di Politano verso sinistra ha aperto la strada al polacco che ha fatto partire una sventola secca e precisa a fil di palo. 

MALE LA DIFESA A 3 - Gattuso aveva puntato per la seconda volta in stagione sulla difesa a tre fin dall’inizio, con Rrahmani, Maksimovic e Koulibaly a proteggere il resto della squadra tutto proiettato alla ricerca del gol, con un centravanti adattato (Politano: quel ruolo lo aveva ricoperto qualche volta ai tempi del Sassuolo) e due trequartisti all’interno, Zielinski e Insigne. Il Napoli è partito bene, convinto e subito sospinto dalla rete di Zielinski. Prima Politano e poi Insigne hanno provato il tiro (imprecisi) nei primi 10 minuti. In quella prima fase il Granada perdeva palla con troppa facilità in uscita. Ma intorno al quarto d’ora la squadra spagnola ha cominciato a prendere campo e a spingere forte sulla destra col fantasioso Kenedy e col terzino Foulquier. Su quella fascia, Elmas (l’esterno sinistro che doveva aggiungersi alla difesa allargandola a cinque) era spesso fuori tempo, nonostante i “comandi” di Koulibaly e da quella zona è nato il gol spagnolo: Foulquier ha avuto tutto il tempo e lo spazio per un cross perfetto che ha trovato liberissimo Montoro (doveva marcarlo Rrahmani, troppo distante dall’attaccante andaluso) al centro dell’area, colpo di testa facile e addio ai sogni napoletani. Non si può prendere un gol così, con tre difensori schierati in area e con un gol di vantaggio. Il sistema difensivo pensato e voluto da Gattuso ha dato un pessimo risultato.

LA TRAVERSA DI INSIGNE - Ci voleva un guizzo, un colpo di genio per riaprire la qualificazione, ma il Napoli non è stato fortunato. La punizione fantastica di Insigne è stata deviata sulla traversa da Rui Silva con una prodezza. Era il 35', ci sarebbe stato tempo per cercare altri due gol. La partita si è innervosita non poco e l’arbitro tedesco Siebert, che aveva cominciato lasciando correre molti scontri, ha cambiato registro e in 5 minuti, dal 36' al 41', ha estratto sei volte il cartellino giallo. Nel recupero, il Granada ha perso due giocatori per infortunio muscolare, prima l’ex romanista Gonalons (è entrato Victor Diaz), poi Neva (uscito in lacrime) e il sostituto Nehuen Perez è entrato nel secondo tempo per evitare di sfruttare una seconda “finestra”.

NAPOLI DIFESA A 4 - In 45 minuti il Napoli avrebbe dovuto segnare tre gol senza subirne alcuno, non c’era tempo da perdere e Gattuso nell’intervallo ha tolto un difensore centrale (Maksimovic, già ammonito), inserito Ghoulam a sinistra e rimesso la difesa a 4 per spingere anche con i due terzini. Non aveva altre soluzioni, con tutti gli infortunati che continuano a impoverire l’organico degli azzurri. Al contrario, per difendere il pareggio e la qualificazione, il Granada è passato alla difesa a cinque. Serviva un Napoli arrembante, cattivo, aggressivo, ora che gli spagnoli si erano abbassati al limite dell’area e faticavano a ripartire. Si è fatto male anche German ed è entrato Herrera. La squadra di Gattuso stava creando le premesse per il 2-1, ma andava a sbattere sul massiccio muro andaluso.

UN ALTRO GUIZZO DI ZIELINKSI - Finché il polacco non si è scatenato con un altro attacco micidiale. Da Zielinksi e Insigne, assist per Fabian Ruiz e palla in rete nonostante la deviazione di Rui Silva. Mancava mezz’ora alla fine, Gattuso ha spedito in campo Mertens (al rientro) al posto di Elmas, Politano si è spostato a destra e l’imprendibile Zielinski è passato al centro come trequartista. Per due volte è capitata sul destro (non il piede preferito) di Fabian Ruiz la palla del 3-1, ma niente da fare. La spinta degli azzurri non si è affievolita, hanno attaccato fino in fondo, Rui Silva ha fatto un'altra prodezza su colpo di testa di Ghoulam, ma il Napoli alla fine era fuori

IL TABELLINO:
Napoli-Granada 2-1 
Marcatori: 3' p.t. Zielinski (N), 25' s.t. Montoro (G), 14' s.t. Fabián Ruiz (N). 
Assist: 25' s.t. Foulquier (G), 14' s.t. Insigne (N). 
Napoli (3-4-1-2): Meret; Rrahmani, Maksimovic (1' s.t. Ghoulam), Koulibaly; Di Lorenzo, Fabián Ruiz, Bakayoko, Elmas (15' s.t. Mertens); Zielinski; Politano, Insigne. All. Gattuso. 
Granada (4-2-3-1): Rui Silva; Foulquier, German (10' s.t. Herrera), Duarte, Neva (1' s.t. Perez) ; Eteki, Gonalons (47' p.t. Diaz); Kenedy, Montoro (39' s.t. Vallejo), Puertas; Molina (39' s.t. Soldado). All. Martinez. 
Arbitro: Siebert (Germania).  
Ammoniti: 36' p.t. Politano (N), 36' p.t. Kenedy (G), 39' p.t. Montoro (G), 40' p.t. Duarte (G), 41' p.t. Maksimovic (N), 41' p.t. Insigne (N), 18' s.t. Herrera (G), 43' s.t. Bakayoko (N), 45' s.t. Koulibaly (N), 45' s.t. Foulquier (G).