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Per vincere il campionato italiano c'è sempre bisogno di avere una retroguardia importante, è noto infatti che la Serie A si vince soprattutto grazie alla difesa. Chi subisce meno gol oggi è il Napoli, che in 23 giornate ha incassato solo 16 reti ed è anche per questo che gli azzurri possono ambire ad accorciare il gap che c'è con l'Inter continuando a sperare nella vittoria dello scudetto. Eppure ci sono stati diversi ostacoli molto importanti, a partire dal rendimento deludente di Manolas che è scivolato indietro nelle gerarchie ed ha anche detto addio già a dicembre. C'è stato l'infortunio del giocatore simbolo, Koulibaly, fermatosi l'1 dicembre a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Due mesi interi senza il punto di riferimento della difesa, ma si è riscoperto un grande Juan Jesus che in coppia con Rrahmani ha fatto un lavoro importantissimo.

I NUMERI DI KK - L'apporto del duo Rrahmani-Juan Jesus è stato notevole. I due (che partivano rispettivamente come terza e quarta scelta ad inizio stagione) hanno concesso solo 8 gol in 9 partite. Sono numeri importanti visti i tanti gol che si segnano quest'anno in Serie A e soprattutto considerando l'enorme emergenza che ha dovuto affrontare il Napoli in questi due mesi. Chiaramente con Koulibaly è tutt'altra storia, sia per leadership che per qualità totale del singolo giocatore. Con il senegalese in campo il Napoli ha subito solo 7 gol in 14 gare di campionato. Anche in Coppa d'Africa sta dicendo la sua. Il Senegal, infatti, può vantare la miglior difesa con una sola rete subita fino ai quarti di finale. Anche se Koulibaly è subentrato solo nelle ultime tre partite, dopo essere guarito dal Covid. E il suo impatto si è fatto sentire immediatamente.

IL PROSSIMO CAPITANO - Ogni estate sembra essere sempre l'ultima napoletana per Koulibaly. Sono ormai anni che il suo addio pare più vicino, ma alla fine sono sette le stagioni consecutive di KK in maglia azzurra e oggi è lui il designato per raccogliere l'eredità di capitano dopo l'addio di Insigne. De Laurentiis è arrivato a rifiutare oltre 100 milioni di euro del Manchester United in passato, ma tra qualche mese lo scenario potrebbe cambiare.
IL FUTURO - Nonostante la fascia al braccio già promessa, ci sarà da affrontare il delicato discorso inerente al futuro. Il contratto di Koulibaly scadrà a giugno 2023 e non si dovrà arrivare ad un Insigne bis. Il rischio di perdere anche il senegalese a parametro zero c'è, così nella prossima finestra di mercato ci potrebbe essere il "dentro o fuori", rinnovo o cessione. Servirà chiaramente un grosso passo in avanti da parte di Koulibaly, dovrà andare in contro alle nuove esigenze del club. De Laurentiis ha dichiarato apertamente la necessità di ridurre sensibilmente gli ingaggi. Proprio lui è il giocatore che guadagna di più: 6 milioni netti, 11,5 lordi. Cifre che il Napoli non potrà permettersi anche in futuro e così si punterà ad una cifra al ribasso spalmata magari su più anni, con un contratto più lungo.

AZZURRO ETERNO O "RIVALE"? - L'ipotesi che Koulibaly dica addio a fine stagione c'è, soprattutto in questo mercato "povero" dove ogni offerta (soprattutto dalla Premier) può dare una boccata d'aria. Solo in quel momento il Napoli si muoverà, perché è chiaro che andrebbe data una nuova pedina di spessore a Luciano Spalletti. La priorità, dunque, è capire cosa ne sarà di quello che è pronto per essere il nuovo capitano del Napoli. Chiaramente, qualora dovesse essere venduto, si cercherà di non rinforzare le dirette concorrenti, anche se la Juve ha i fari puntati sul senegalese. L'amore di Koulibaly verso questa maglia e questa città non lo scopriamo di certo oggi. Presto ci sarà l'incontro per capire se il cuore vincerà su tutto.