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Il ministro dell’economia contro il dirimpettaio della follia: Napoli-Inter sarà una sfida suggestiva, densa di significato, che opporrà Maurizio Sarri a Luciano Spalletti. Entrambi poco prevedibili, sia in campo che in conferenza stampa. Ognuno, a modo proprio, simbolo di una tifoseria che in loro si riconosce per spavalderia e spirito di sacrificio. Dolce connubio tra fatti e parole, in un mondo, quello pallonaro, dove il fumo è spesso in eccesso rispetto all’arrosto. Sarri si era augurato undici facce di ca… sul campo del City, le ha avute; Spalletti aveva promesso agli interisti un gran derby, non ha tradito. Nessuno dei due ama parlare tanto per, non offrono granella per piccioni. 

IL MOMENTO DELLA VERITA' - Il Napoli parte davanti, forte di un collaudo triennale e di automatismi ormai assimilati. In seconda fila l’Inter, solida in curva ma poco performante sui lunghi rettilinei. La macchina di Spalletti dovrà aggiungere qualche cavallo al motore per non perdere terreno. Ma intanto il desiderio dell’ex giallorosso è quello di presentarsi al San Paolo per giocarsela alla pari. Una volontà chiaramente espressa con quel «Ci siamo dentro fino al collo» che è un richiamo alle armi per i suoi uomini. Perché l’Inter che ha vinto contro Fiorentina, Roma e Milan e che adesso è seconda in classifica, non può più nascondersi. Al di là di quello che sarà il risultato. Un messaggio chiaro da parte di Spalletti, che vuole una presa di coscienza. Il suo modo, un po’ più garbato, di chiedere undici facce di ca…

UNA GARA PER 22 FACCE DI CA... - Sarri non cambierà niente, potrebbe addirittura rischiare Insigne, uscito da Manchester con un risentimento al flessore. Segno di come il tecnico azzurro non sottovaluti il match. Anche perché Napoli-Inter è una chiamata troppo importante per lo scudetto e mai come quest’anno, all’ombra del Vesuvio, si è avvertita la sensazione di poter realmente avere la meglio sulla Juventus. Napoli-Inter sarà tutto questo, una gara per 22 facce di ca…