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La joya de la serie A serà Hirving Lozano”. Non ci vuole un professore di Spagnolo per capire la provocazione lanciata in questi giorni dal profilo Instagram del quotidiano Record Mexico, a meno di due settimane dal big match Juventus-Napoli. Per quanto opinabile, questa affermazione riflette la percezione del valore di Lozano in patria, dove evidentemente è considerato molto più forte di Paulo Dybala. Più messicano, insomma.

El Chucky arriva alla corte di Ancelotti dopo due anni molto simili al PSV. Due anni super: in Eredivisie ha segnato 17 gol a stagione, sia con Cocu che con Van Bommel, accompagnandoli entrambe le volte con 11 assist. Una rete in più di Ziyech, giusto per intenderci, e nove in più di David Neres, se vogliamo fare un paragone con gli esterni dell’Ajax di quest’anno. Lozano è un’ “ala assassina, un giocatore che possiede tutti i requisiti per stare largo, ricevere sui piedi e puntare l’uomo in isolamento, ma che ha dimostrato anche di avere un certo feeling con il gol, dunque di saper interpretare gli spazi e i tempi delle aree avversarie, indipendentemente dalla posizione di partenza.       
 
TAGLI VS DIFESA ALTA - Anche senza palla sa essere letale. I suoi tagli colgono spesso impreparate le difese ‘alte’, perché improvvisi ed effettuati -se mi passate l’espressione- ‘in motorino’. Eccone uno contro l’ADO den Haag, il 15 settembre scorso, alla quinta di campionato. Nelle prime nove partite Lozano segnò ben otto reti (di cui una nello scontro diretto con i Lancieri).   



Dopo aver superato in velocità il terzino Giovanni Troupée, Lozano arriva davanti al portiere e lo beffa con un pallonetto in salto, sfruttando alla perfezione il rimbalzo della palla lanciata da lontano dal centrocampista Rosario.



IN AREA, IN PICCHIATA - In area, dicevo, stupisce per come interpreta gli spazi e i tempi. Lozano sembra il degno erede di Callejon da questo punto di vista. Che venga schierato a destra o a sinistra, o che si trovi a destra o a sinistra durante una partita, poco importa: attacca il lato debole in picchiata, con la fame dell’ attaccante vero. Qui sotto il PSV è alla tredicesima contro l’Heerenveen, gara in cui Lozano siglò una doppietta. 



Bergwijn salta l’uomo e arriva sul fondo. Parentesi, che attacco strepitoso aveva Van Bommel!
Guardate el Chucky. Sembrerebbe a prima vista il più lontano dalla palla, un uccellino appostato sul cornicione dell’area. A un tratto però spicca il volo, ed è un volo in picchiata verso la porta, sorprendente.  



Sorprendente al punto da anticipare il terzino Floranus in tragicomico vantaggio. 



Di gol così Lozano non ne ha fatto solo uno. Mi viene in mente ad esempio quello contro il Feyenoord, valso il pareggio nella gara di ritorno (1-1) del 24 febbraio. Riporto per ragioni di spazio solo la parte finale dell’attacco alla porta. Il cross proviene da sinistra questa volta, e Lozano agisce sul lato opposto, più ‘da Callejon’ se volete. Parte ancora da lontano la sua idea di precipitarsi ad anticipare il difensore avversario. Ci riesce di nuovo, con una mezza acrobazia. 



IL GOL PIÙ BELLO - Lozano ha giocato sia a destra che a sinistra nel 4-2-3-1 di Van Bommel. Il dinamismo del messicano, i suoi continui tagli, gli inserimenti e gli interscambi, gli consentiranno di interpretare nel migliore dei modi l’attacco fluido di Ancelotti. Sarà micidiale a campo aperto, nelle ripartenze, ma anche quando dovrà scardinare con un dribbling le squadre compatte, ritirate a protezione della propria area. La sua conduzione e il suo dribbling sono senza fronzoli: alle skills appariscenti preferisce un’imprevedibilità diretta. Se prendete un video su YouTube, per dire, di quelli in cui vengono raccolte le gesta dei singoli giocatori, Lozano potrebbe anche deludervi. Ma andate a rivedervi almeno tutte le ampie sintesi del PSV dell’anno scorso, capirete meglio la sua efficacia. A me, e con questo chiudo, ha colpito un gol su tutti. Abbiamo visto i tagli a campo aperto, quelli dentro l’area, e ci sarebbero anche tante altre giocate interessanti di cui parlare, nate da un mix di movimenti coordinati e combinazioni. In conclusione però voglio citarvi il gol che Lozano ha realizzato contro il VVV-Venlo.



Ricevuto il pallone sulla destra, ha iniziato ad accentrarsi in conduzione rapida, tutto di destro, resistendo alla carica del proprio marcatore. 



Poi ha accelerato entrando nel cuore della squadra avversaria, con una serie di tocchi ad alta frequenza, non conteggiabili senza l’ausilio del replay. 
 


E arrivato alla lunetta, sfruttando l’ostacolo del proprio centravanti spalle alla porta e del suo marcatore, che coprivano in blocco al portiere la visuale, ha segnato con una puntata improvvisa nell’angolino, per una viuzza segreta visibile soltanto a lui. Tutto ciò al minuto 85 di una partita ancora bloccata sullo 0-0. Mi sembra un gol che ha dentro più di un significato, questo. La voglia di decidere una gara, l’assunzione di responsabilità, la determinazione, prima ancora del tasso tecnico e creativo della giocata.