Dieci punti in meno rispetto allo scorso anno, dodici gol segnati in meno dello scorso anno, tredici punti in meno della Juventus in classifica. Letta così, la stagione del Napoli, senza Champions e senza Coppa Italia sarebbe da interpretarsi come negativa. Il Napoli ha tirato 26 volte contro il Torino, Ancelotti ha posto l'accento sulla mancanza di finalizzazione: non esattamente un dettaglio non aver trovato il gol. È una squadra, quella di Ancelotti, che gioca bene: “ma è un problema di consapevolezza” ha specificato il tecnico. Resta da capire di che tipo di consapevolezza si tratta.

QUESTIONE DI LIVELLI - “È difficile riproporre in partita quello che facciamo in allenamento. Prepariamo il cross, il tiro, tutti gli aspetti tecnici. È come un calcio di rigore: è la condizione ambientale che determina. Per questo motivo, manchiamo nella consapevolezza”: Ancelotti non se la prende con la cattiva sorte, ma non fa la specifica fondamentale. Se è una squadra allenata bene e trova in settimana le soluzioni esatte, dovrebbe anche in partita centrare la via del gol. Perché non lo fa? Tra Champions e campionato, il problema del Napoli è sempre lo stesso: per la qualificazione in un girone con PSG e Liverpool è, probabilemente, mancato un gol con la Stella Rossa. Qual è il livello degli attaccanti del Napoli? Quello di top player di livello internazionale come spesso sono celebrati? AREK, IL BOMBER E LE DIFFERENZE - Lo 0-0 contro il Torino è anche il frutto di una scarsa vena realizzativa di Milik. Già contro lo Zurigo s'era visto che qualcosa non andava. Arek è in possesso di tecnica squisita, di ottimo senso tattico e di una fisicità importante. Sembra il combinato perfetto: plasmato, poi, dalla scuola Ajax tanto per non farsi mancare il sigillo di qualità. Piatek, tanto per non far nomi, è più sgraziato, meno elegante, meno pronto tatticamente. Eppure, De Laurentiis aveva chiuso con Preziosi: 35 milioni per prenderlo subito e, caso mai, lasciarlo in Liguria fino alla fine della stagione. Poi, è mancato l'accordo con l'entourage del calciatore che ha portato Piatek al Milan. Perché ADL voleva Piatek? Per provvedere già alla successione a Mertens con un attaccante simile, tutto sommato, per caratteristiche fisiche a Milik. O forse, la fiducia in Milik non è così infinita che meglio prenderne un altro per capire chi è il titolare?