Cinque giorni fa, scrissi sempre su calciomercato.com, che Carlo Ancelotti, per cambiare l'inerzia della stagione del Napoli, deve incidere sui risultati: non come Massimilano Allegri che, fino a ieri sera, non era riuscito a dar nulla alla Juventus. Sono arrivati circa 200 commenti al pezzo, molti di tifosi bianconeri irritati, anche con diversi insulti. Avevo ragione io, mi dispiace. E aggiungo: la stagione della Juventus è assolutamente fallimentare. Un fallimento assoluto: 152 milioni di bilancio negativo sul mercato, 203 milioni di stipendi lordi, con un aumento di 50 milioni rispetto alla scorsa stagione. Solo Cristiano Ronaldo è costato, tra cartellino e stipendio quasi 170 milioni alle casse bianconere. Tutto questo per cosa? Per vincere uno scudetto, lo stesso vinto con Matri, Borriello e Iaquinta, detto con il necessario rispetto a tre attaccanti che hanno scritto o che ancora scrivono belle pagine del nostro calcio. Un fallimento soprattutto tecnico: e se è vero il vecchio adagio del nostro sport, il calcio è adesso, allora Allegri è riuscito non solo a non incidere ma anche a metterci tanto per provocare questa clamorosa eliminazione. 

LA VIA DELL'IMPRESA - E se c'è qualcosa che, invece, lascia in dote il meraviglioso Ajax è un insegnamento: per vincere devi giocare al calcio. Per vincere devi costruire, il bel gioco è l'unica via per battere chi è più forte. Perché quest'Arsenal è superiore al Napoli: e per la rimonta l'unica strada possibile è quella di un football in stile lancieri. Il Napoli degli ultimi tempi non consente di immaginare una performance del genere, per questo che Ancelotti deve incidere come può farlo il tecnico più decorato d'Europa. Giovedì notte, sapremo se il Napoli avrà fatto una stagione mediocre o se il percorso verso la gloria sarà ancora praticabile. Giusto ribadirlo da subito: mediocre, non fallimentare. Perché, di certo, Ancelotti non ha avuto quello che Agnelli ha messo a disposizione di Allegri.