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Finisce con un grigio tweet, finisce nella prima notte davvero invernale qui a Napoli, finisce l'avventura di un Carlo Ancelotti che mai si è davvero integrato, che mai ha fatto quello step per calarsi in una realtà che è poco accademica e molto più prosaica. Ad oggi, si può dire: questo matrimonio non s'era da fare. De Laurentiis ha voluto il parafulmine migliore possibile per il post-Sarri: dopo la grande bellezza italiana, ADL ha puntato alla grande bellezza che sognava potesse esser europea. Con tanto di proclami, l'ultimo fatto pochi giorni fa attraverso Kiss Kiss Napoli, radio ufficiale del club: “Ancelotti gode della mia piena fiducia”. Ieri, poi, il tragicomico: prima a Sky, poi in conferenza, Ancelotti sostiene che oggi ci sarebbe stata la riunione decisiva, che oggi si sarebbe deciso il suo destino, sbandierando tutta la sua di sedere ancora una volta in panchina, contro il Parma sabato. Le indiscrezioni, le cene a sorpresa, i dettagli che calciomercato.com vi ha rivelato istante dopo fino all'esonero delle 23.38, con il grigio tweet menzionato in apertura.

COSA RESTA - Il tempo ci dirà cosa sarà significata la scelta di Gattuso: chi oggi, dal mio personalissimo punto di vista, già si sbilancia, commette un errore, sia a definirlo l'uomo giusto sia a considerarlo scelta sbagliata. La valutazione che, invece, si può e si deve fare è legata a questa gestione di Carlo Ancelotti. Quel che resta, è un Napoli che ha perso tanto: soprattutto, il timore che instillava negli avversari. Oggi, venire al San Paolo è sinonimo di territorio di conquista, della possibilità di fare il proprio calcio e strappare punti. In 18 mesi di Ancelotti, la reputazione del Napoli è calata, terribilmente. Si è persa un'idea di calcio: ed era l'idea di che faceva rendere i calciatori ben oltre la loro dimensione. Nell'era ancelottiana, è davvero difficile capire se qualche giocatore è davvero cresciuto oppure no. Ancelotti ha fallito, come tecnico e come gestore.

GIUNTOLI - Ma, le colpe non sono solo del tecnico. Se ADL lo si conosce, nel salto qualitativo tentanto con Ancelotti, finisce sul banco degli imputati anche Cristiano Giuntoli. Un direttore che non è apparso in grado di essere il vero collante tra il gruppo e la società nel momento più difficile, uno che non può metter sul petto medaglie particolari per il mercato. Uno che non si è imposto né con i giocatori né con la società per la questione rinnovi. Se Ancelotti ha pagato con l'esonero, anche Giuntoli non può non considerarsi sulla graticola.