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Voi continuate pure a chiamarlo 'traditore', io lo definisco 'rimpianto'. Sì, perché Gonzalo Higuain continua ad essere odiato ma altrettanto un rammarico tra i tifosi del Napoli. Dopo di lui non c’è più stato un attaccante sanguigno ed assassino sotto rete, uno che faceva tremare le difese avversarie e molto spesso le puniva. Senza nulla togliere a Dries Mertens, che Sarri ha trasformato nel bomber più prolifico nella storia del Napoli, però per puntare nuovamente allo scudetto bisognerebbe acquistare un calciatore spregiudicato e sprezzante, un goleador che non guardi in faccia a nessuno e che abbia nella testa soltanto la porta avversaria. 

Queste caratteristiche io le abbino a due attaccanti del Napoli di De Laurentiis: uno è appunto Higuain e l’altro è Cavani. Guarda caso, hanno un particolare che li accomuna: solo Cavani ha fatto meglio di Higuain nell’arco di sole tre stagioni, 104 gol contro i 91 del Pipita. Allora si comprende perché Gattuso aveva sempre chiesto Immobile e pure perché spinge per l’arrivo di Osimhen, uno che solo quelli distratti pensano non possa essere un attaccante centrale famelico abbastanza da permettere al Napoli di colmare una carenza che si è dilatata dopo l’addio di Higuain. Non va dimenticato che ancora oggi l’argentino è l’attaccante che detiene il record assoluto di gol segnati in un singolo campionato italiano, con 36 reti in 35 partite disputate. E grazie a Sarri riuscì a migliorare il suo rendimento che aveva avuto con Benitez, cioè il tecnico che lo aveva portato al Napoli: 32 presenze e 17 gol nel 2014-15 e 37 presenze con 18 gol l’anno successivo. Il record di Higuain resiste ancora oggi ed è un traguardo soffiato a Nordhal, che lo deteneva dalla stagione 1949-50. Complessivamente sono state 146 le presenze del Pipita in maglia azzurra, con 91 gol in tre stagioni. Higuain è nono nella graduatoria dei bomber all-time del Napoli e ora viene insidiato da Insigne, che lo tallona a quota 87
E’ dall’addio di Higuain che il Napoli cerca uno che sappia comportarsi allo stesso modo, nonostante Mertens abbia fatto miracoli sotto la guida di Sarri. Il belga giocò 46 partite e segnò 34 gol nell’annata 2016-17 (28 i gol in campionato), per poi calare progressivamente: 49 presenze e 22 gol nel 2017-18 (18 gol in campionato), 47 presenze e 19 gol nel 2018-19 (16 reti in serie A) e quest’anno finora 39 con 16 gol (solo 9 in campionato). Non ha fatto di più Insigne, autore di un’ottima annata 2016-2017 con 37 presenze e 18 gol in campionato (complessivamente furono 49 presenze con 20 gol), poi stagione 2017-18 con 37 presenze e 8 gol (complessivamente 48 e 14), ancora la stagione 2018-2019 con 28 presenze e 10 gol in campionato (41 e 14 complessivi), mentre quest’anno siamo a 34 presenze e 7 gol (complessivi 42 e 11). Sono numeri che spiegano perché il Napoli è secondo nella classifica dei tiri in serie A ed è settimo in quella dei gol segnati. Sono numeri che spiegano perché servirebbe uno come Higuain, che sia 'traditore' o 'rimpianto'.