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I tre punti contro il Cagliari rappresentano un nuovo punto di partenza: il Napoli ha costruito in modo pulito, intelligente, facendo stancare l'avversario, costruendo un'identità tattica sempre più consolidata. Ovvero, il Napoli sta facendo tutto quello che Ancelotti, durante la sua gestione, ha cancellato, distruggendo il percorso identitario fatto negli anni precedenti, facendo smarrire le certezze conquistate nell'arco di un lustro. Ed un passo in avanti è stato fatto nel concetto tante volte espresso da Gattuso: quello di far bene nella fase difensiva. Non è solo una questione di tenere la porta inviolata, è la capacità di concedere il meno possibile agli avversari, che conduce al clean sheet come inevitabile conseguenza. Se è vero che il Cagliari è lontano parente di quello brillante in avvio di stagione, è vero anche che il Napoli è riuscito a leggere il Cagliari, a trovare il modo di tenerlo lontano dalla propria trequarti. Non è solo una questione di palleggio, ma di coperture preventive e di movimenti sincronici senza palla che stanno migliorando gara dopo gara. Non è il Napoli di Gattuso, è un Napoli che sta recuperando la sua dimensione, vincendo 5 delle ultime 6 gare, trovando il primo accenno di continuità della sua gestione, recuperando se stesso, per la qualità dell'organico, per la forza che lo stesso può esprimere.
ALLAN & MERTENS. Dove Gattuso può incidere ancor di più è sulla gestione di un gruppo che ha sbandato, come mai nella storia recente. Il tecnico su Allan è stato estremamente chiaro, senza bisogno di aggiungere particolari altri commenti: “Domani è un altro giorno, non si porta rancore, sono il primo a incitare Allan da domani, però bisogna allenarsi bene: so che ha avuto proposte importanti ma sono problemi della società, io voglio vedere massima serietà. Ho detto che aspettavo la fine del mercato e quindi ora vado avanti con la mia linea”, dimostrando di avere quella personalità autorevole ma non autoritaria per poter gestire il gruppo. La chiosa su Mertens è perfetta: “Incidere sul futuro di Mertens? Io dopo l'esperienza al Pisa, mi son giurato di non promettere niente a nessuno: io voglio fare l'allenatore, non voglio promettere niente a nessuno; i soldi non sono i miei, sono un dipendente di un'azienda. Le scelte le fanno chi comanda l'azienda, di chi sono i soldi. Mi hanno chiesto il parere, sanno cosa penso. Questa squadra ha tanti calciatori forti ma dobbiamo giocare da squadra”. Gattuso lo spiega, così, perfettamente: lo stipendio ce lo mette De Laurentiis, ma se sarò io ancora l'allenatore del Napoli, allora uno come Dries Mertens sta con me fin quando riesce a stare su un terreno di gioco.